Tensegrità Bologna

I Passi Magici di Carlos Castaneda


Tieni Stretti i Tuoi Sogni

Un’intervista con Renata Murez e Nyei Murez
Con i praticanti e gli entusiasti di Tensegrity® di New York e dintorni

 

In occasione dei Seminari di Tensegrity® e Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito) a New York City e a Denia -in Spagna, dal titolo Una chiamata a risvegliare l’azione, ciò che segue sono le risposte di Nyei Murez e Reni Murez alle domande poste dai praticanti e dagli appassionati di Tensegrity® di New York City e dintorni.

Ogni settimana, una nuova risposta, presa tra le molte domande, sarà pubblicata qui: un ringraziamento speciale a Nat Carlson, Eliana Carlson e Eugenia Kulikova per aver raccolto le domande e aver dato inizio alla conversazione su questo argomento molto interessante che analizzeremo a New York a settembre e a Denia, in Spagna a novembre: i ruoli che giochiamo nella vita, e le categorie comiche che don Juan assegnò alla loro versione ombra e come possiamo cambiare il nostro approccio a tali ruoli a percorrere il cammino dei nostri sogni.

1)  Ho un sogno che riguarda qualcosa che vorrei davvero realizzare nella mia vita: quando sono in uno stato nel quale riesco ad agire e a sostenere questo sogno, posso sentire che nel mio mondo tutto funziona bene. Però passo anche lunghi periodi di tempo senza fare nulla per sostenere questo mio sogno e mi sento perso/a e travolto/a dal mondo della vita quotidiana. Cosa posso fare per consevare questo stato in cui riesco a sostenere il mio sogno, per non restare bloccato/a e non sentirmi soprafatto/a?

Reni: Manifestare un sogno è un’interazione che avviene a vari livelli all’interno di noi stessi…

A livello del nostro nucleo energetico essenziale forse sappiamo quello che ci piacerebbe sognare o creare, lo portiamo profondamente dentro di noi come un anelo, fino a quando non iniziamo a manifestarlo a livello fisico nella nostra vita quotidiana.

A livello della nostra esperienza fisica della vita quotidiana, forse possiamo vedere, assaporare, toccare, ascoltare o annusare, qualcosa che c’ispira e ci stimola ad agire perchè tocca la nostra essenza interna.

Indipendentemente da ognuno di questi approcci, manifestare un sogno implica la manifestazione di una scintilla dello spirito e a volte dei passi pratici per manifestarlo – un piano, un piano B, una strategia finanziaria, dei partecipanti che lo appoggiano e la capacità di tenersi ‘fermo’ o concentrato/a nel nostro sogno, malgrado l’apparire di contrattempi e di contrattempi apparenti, ed interruzioni nel nostro percorso per realizzarlo.

E quando ci troviamo nel mezzo di queste interruzioni nella realizzazione dei nostri sogni – quando la nostra famiglia ha bisogno di un medico, quando abbiamo subito delle perdite economiche, quando un’altra persona ha bisgono della nostra attenzione, va benissimo ‘parcheggiare’ il nostro sogno per un periodo di tempo, affidandolo nelle braccia sicure ed affidabili del nostro spirito (in realtà è da lì che viene il nostro sogno) mentre le nostre facoltà ed attenzione sono concentrate da qualche altra parte.

E quando ci stiamo preparando di nuovo per vivere il nostro sogno, possiamo sempre reimmergerci nella nostra essenza e ritrovare, sentire un’altra volta quel sentimento misterioso di star portando, come su un tappeto volante, una corrente energetica che passa attraverso noi stessi e il nostro progetto, trasformando al confronto questi piccoli contrattempi in piccoli ostacoli.

I nostri sogni sono la nostra magia – saranno sempre con noi, alla nostra portata. Non dobbiamo giudicare il nostro successo o progresso con loro come se fosse una competizione di carriera. Così come la magia, i nostri sogni hanno una loro vita ed un loro programma. Se riusciamo a sincronizzarci con il nostro sogno, invece di volere che il sogno si sincronizzi con noi, forse avremmo più opportunità di realizzarlo.

Il poeta ed attivista sociale americano Langston Hughes, esprime questo stesso sentimento nella sua poesia:

Sogni:

Afferrati forte ai sogni
Perchè se i sogni muoiono
La vita è un uccello con le ali rotte
Che non può volare.

Afferrati forte ai sogni.
Perchè quando i sogni se ne vanno
La vita è terra arida
Gelata di neve.

Nyei: Si! Come ha detto Reni, non giudichiamo noi stessi! A livello pratico, psicologico, questo tipo di giudizio danneggia il nostro sistema nervoso, ed un’altra risposta può essere la ‘paralisi’ – quando uno riesce appena a muoversi, con una respirazione superficiale, vincolato in un circolo di dialogo interno ripetitivo – e pertanto incapace di sognare.

La lotta e la fuga da un predatore o da una minaccia attivano il sistema nervoso che risponde con un aumento del flusso di adrenalina, stimola il battito cardiaco, il movimento muscolare e apre i bronchi. Nel restare paralizzato o ‘fingersi morto’, come risposta ad un predatore o ad un pericolo, si attiva il sistema nervoso parasimpatico, che normalmente è responsabile della digestione, del riposo, dell’espulsione ed altre funzioni restauratrici e liberatorie. Con la ‘paralisi’ la risposta parasimpatica rallenta la respirazione e il movimento dei muscoli, portando il sistema nervoso ad uno stato conosciuto come ‘immobilità tonica’, si tratta di una risposta che salva la vita davanti ad un minaccia reale. Una volta che il predatore si è ritirato l’animale si scuote spontaneamente e il suo sistema nervoso torna all’omeostasi.

Noi, indubbiamente, come esseri umani, a volte restiamo bloccati alla maniera della paralisi, reiterando ripetitivamente nella nostra mente il nostro scenario di paura, anche quando il pericolo reale non è più presente – o semplicemente quando è in pericolo la nostra immagine e non realmente la nostra persona.

Se riesci a respirare più profondamente, alzarti, scuoterti e praticare alcuni movimenti di Tensegrity® affinchè il tuo sangue, linfa ed energia circolino nuovamente – anche i tuoi pensieri e le tue esperienze si rinnoveranno.

Da lì puoi guardare di nuovo a quello che vuoi davvero sognare, e così come ha detto Reni, pianificarlo in accordo con esso. Puoi appuntarti per quale motivo ti sei sentito sopraffatto, determinare cos’è essenziale per te, cosa non è essenziale e di che aiuto hai bisogno.

In questo modo il caos non resta troppo a lungo dentro di te sopraffacendo il tuo sistema nervoso – e potrai sognare – per immaginare e vivere nuove possibilità.

Il nostro sistema nervoso è progettato per sognare. E’ così che sono sopravvissuti i nostri antenati – ed è così che siamo sopravvissuti noi – abbiamo qualcosa da sognare, qualcosa per cui vivere. Per tanto è vitale, come dice il poeta Langston Hughes, afferrarsi forte, con cura e amore, ai nostri sogni.

 

2)  E’ difficile realizzare un sogno quando tutto nella vita sembra remare contro di esso. Cosa posso fare per mantenerlo vivo e continuare a lottare per conseguirlo?

Reni: E’ interessante osservare che nell’arco della storia umana si è ottenuto molto di più attraverso la lotta ed affrontando delle sfide che quando i nostri antenati erano in vancanza!

Il sentimento che tutto sta remando “contro il nostro sogno” può essere una benedizione ed un segno, allora dovremmo porci delle domande riguardo al nostro stesso sogno, se questo è il momento giusto, se abbiamo la disponibilità per realizzarlo e a quale livello di manifestazione si trova.

Per esempio, potremmo trovare un momento tranquillo, raggiungere uno stato di silenzio e chiedere alla nostra essenza: Como sto interpretando questo sogno? E’ il momento giusto per iniziare a lavorare cercando di avvicinare il mio sogno? Come posso prepararmi meglio per il mio sogno? Potrebbe il mio sogno essere realizzato attraverso altri mezzi diversi da quelli che sto usando adesso, e dovrei forse coinvolgere altre persone?

E con queste risposte potremmo spostarci verso un terreno più pratico per il nostro sogno, mantenendo una connessione costante con la nostra essenza. Il punto cruciale è la messa in pratica reale dei nostri sogni – altrimenti possiamo perderci tra gli alti e bassi di una cosa o dell’altra.

Nyei: Sí! Ogni sogno ed ogni sfaccettatura di un sogno ha il suo momento e la sua stagione. Quando ti senti bloccato, deluso o frustrato, è utile guardare le tue aspettative. Ti aspetti una grande lotta? O al contrario, ti aspetti che le cose vanno sempre a modo tuo, o che i tuoi sogni ‘accadono’ e basta, senza neanche un intento chiaro o un impegno da parte tua?

Come abbiamo esplorato nel nostro Seminario a New York ed esploreremo a Denia, in Spagna, abbiamo diversi stili di aspettative a questo proposito. Per esempio, potremmo sperare un elogio immediato che ci viene in aiuto, o che gli altri siano daccordo con le nostre idee, o in un aiuto pratico immediato dagli altri, che metta in evidenza che il nostro sogno sta progredendo. E se non otteniamo questo potremmo generalizzare dicendo che ‘non succede niente’ riguardo al nostro sogno… o che stiamo ‘lottando’.

Se stai guardando un fil muto o stai vedendo crescere un fagiolo, a meno che tu non abbia un filtro percettivo, non diresti che quello sforzo appassionato sia negativo, non pensi che la pianta – nella misura in cui nasce e sbuca dalla terra – sia ostruita.

Non possiamo dire che la ‘lotta’ non è ‘facile’ e viceversa. Così potremmo apprezzarle entrambe, senza restare intrappolati in nessuna.

In molte culture troviamo la convinzione che tutto dovrebbe essere dolce e piacevole in ogni momento. Ma crescere significa entrare nello sconosciuto – e per tanto, si tratta di una sensazione non familiare!!!

Accettare queste sensazioni ci aiuta ad accrescere il nostro potere, implica permettere il dispiegarsi di tutti i sentimenti implicati, mantenendo il nostro cuore concentrato su quello che vogliamo.

In molte altre culture, al contrario, credono che la lotta è ciò che dà valore alla nostra esperienza, Carlos Castaneda racconta la storia dei suoi sforzi – il suo lungo viaggio, pieno di enormi rischi, incertezze e colpi di scena che aveva incontrato sul suo cammino quando era andato a cercare il luogo dove viveva don Juan. Finalmente lo raggiunse e scrisse: “Don Juan non era affatto sorpreso di vedermi. Volevo raccontargli di quanto fosse stato difficile per me raggiungerlo. Mi sarebbe piaciuto che lui mi esprimesse le sue felicitazioni per gli sforzi titanici che avevo fatto, ma egli si burlò di me ridendo e disse: ‘I tuoi sforzi non sono importanti, l’importante è che hai trovato il mio posto’.” (da: Il Lato Attivo dell’Infinito)

 

3)  Per cercare di realizzare il mio sogno spesso faccio cose che non hanno nessuna relazione con il sogno, per esempio, lavorare a qualcosa che non mi piace perchè devo pagare l’affitto o il mangiare. Come posso evitare di arenarmi continuando a fare cose che sono tutto il contrario del mio sogno?

Reni: Sostenere noi stessi ed imparare l’auto-responsabilità è la prima lezione per la manifestazioni dei nostri sogni.

Se non riusciamo a prenderci cura e ad alimentare noi stessi nella nostra vita quotidiana, non saremo in grado di realizzare e prenderci cura neanche dei nostri sogni.

Una cosa è sognare ed avere un sogno, un’altra cosa è portarlo in vita.

Ricevere lezioni su come realizzare con pienezza il nostro sogno può aiutarci a vivere il nostro sogno con più pienezza in un secondo momento.

Noi non odiamo le lezioni… Guardiamo alle lezioni come ad una “preparazione” e manteniamo così una mente aperta e gentile, sempre in allerta, osservando un’apertura verso la più piena realizzazione: un annuncio sul giornale, un invito ad un seminario di un amico, una conferenza sulla stessa idea che vogliamo sognare.

Nyei: Sí!! Puoi imparare molto! Io aggiungerei: Se senti un blocco nella tua esperienza – puoi vedere se c’è un blocco nella maniera con cui stai guardando alle cose – Stai mettendo la tua attenzione sulla noia, sul disagio, la ripetitività, sul non essere visto o sentito, etc.? Allora queste cose avrai, sempre di più! Invece di sentire solo fastidio, potresti vedere cosa succede se sposti la tua attenzione su quello che apprezzi del tuo lavoro, del tuo appartamento e della tua alimentazione. Che benedizione e che miracolo sono!

E vedi se puoi essere più specifico circa i tuoi sogni. La nostra tendenza è essere molto specifici rispetto a quello che non vogliamo, ma senza dubbio poco chiari rispetto a quello che realmente vogliamo. Poni la tua attenzione concreta al tuo sogno, identifica alcuni passi che puoi fare verso di esso, e come dice Reni, mettiti nel punto di vista delle opportunità per farlo crescere.

Renditi anche conto a quale tipo di attività offri resistenza. Hai difficoltà a fare un lavoro di squadra, a pianificare un programma, a riempire dei moduli, o a fare i conti? A servire o aiutare gli altri in qualche modo? Non riesci a prenderti delle responsabilità? I miei maestri mi chiedevano: “Chi arriva solo per la festa, senza aver fatto nulla per organizzarla, nemmeno le pulizie?” Le resistenze prendono molta della nostra energia vitale, energia che ci serve per sognare. Se hai delle resistenze verso qualcosa è proprio quello che devi fare di più! In ogni caso, cambiare ed accettarlo potrebbe essere esattamente quello che ti serve affinchè il tuo sogno inizi a fluire.

Questo ci porta a uno di questi “tipi” o categorie che don Juan identificò comicamente con il “sotuttoio”. Questa è la parte di noi stessi che crede di sapere tutto quello che c’è da sapere sulla nostra situazione, sulle nostre possibilità, su quello che dovremmo o non dovremmo fare. Per i veggenti del lignaggio di don Juan questa è una posizione totalmente impossibile. Essi parlano del conosciuto, lo sconosciuto e l’inconoscibile. Essi credono che se vogliamo vivere con tutte le nostre possibilità, dobbiamo avvalorare ciò che sappiano, impegnarci a ridistribuire le nostre risorse energetiche per poter entrare ed esplorare lo sconosciuto – e riconoscere che oltre questo punto c’è l’inconoscibile, la vasta porzione di infinito che è inaccessibile alla nostra consapevolezza umana.

Se teniamo conto di questo ci rendiamo conto che non potremo mai capire tutto, neanche perchè stiamo facendo un certo lavoro in un determinato momento. Magari ci sono aspetti di questo lavoro che possiamo comprendere, o scoprire, solo più tardi. Potremmo scoprire che eravamo lì per imparare una speciale abilità – una di queste abilità verso cui forse stavamo resistendo – e che si è poi rivelata di incalcolabile valore per realizzare il nostro sogno. O potremmo scoprire che eravamo lì per avere molto chiaro quello che non vogliamo fare, per poterci meglio focalizzare in ciò che invece vogliamo fare. Potremmo essere stati lì per imparare ad apprezzare gli altri che fanno questo lavoro.

 

4)  Ho scoperto che quando voglio qualcosa lo intento, lo intento, lo intento. Posso continuare a farlo per un lungo periodo. Quando poi finalmente lo lascio andare… pum! Accade quello che avevo intentato! Esiste un medoto formale che possa essere applicato a questo processo? Questo fa parte della mestria dell’intento?

Reni: Il potere del nostro intento funziona quando manifestiamo i nostri sogni…

Per esempio io posso mettere tutto il mio intento, intento, intento, per avere una fidanzata… e consapevolmente o inconsapevolmente il mio intento per una fidanzata occupa tanta della mia ‘attenzione’ giornaliera che, sapendolo o no, cerco una fidanzata da tutte le parti finchè ne trovo una. La qualità di questa fidanzata, senza dubbio, è una misura della qualità del mio intento… Ho messo il mio intento di avere una fidanzata, o di avere una fidanzata con cui posso condividere un intento nella mia carriera professionale, dei figli, una relazione a breve o lungo termine, etc.?

Non esistono scorciatoie nella manifestazione dei nostri sogni… Possiamo intentare dalla nostra essenza quello che vogliamo, però tanti più passi pratici facciamo mentre lo stiamo intentando migliore sarà il risultato…

Nyei: Se pianti un seme mica poi lo scavi per vedere se gli sono già spuntate le radici.

La mente io-io diventa ansiosa: Succede qualcosa alla pianta? Meglio se lo vado a vedere.

Meglio sarebbe per la pianta dargli l’acqua e la luce di cui ha bisogno – e poi lasciar andare, curare il terreno e lasciar crescere la pianta. Lo stesso vale per i sogni.

Puoi diventare più consapevole e lasciare da parte alcune aspettative che potresti aver appreso dalla tua cultura o dalla tua famiglia, come: “Questa pianta, o questo sogno, dovrebbe stare meglio adesso”, oppure: “dovrebbe essere fatta”, oppure: “Non sta davvero funzionando!”

Come lo sai che non sta funzionando? E’ un fatto energetico derivato dalla percezione dell’energia così come fluisce nell’universo?

E’ probabile che il tuo sogno abbia spazio per crescere perchè ti sei fatto da parte, lasciando al tuo sogno e a te stesso un momento per riposare, un’ibernazione, riflettendo, setacciando e rivedendo, invece di seguire la pressione culturale di continuare sempre “fenza fermarsi”. Questa è una parte vitale del prendersi cura di se stessi e dei propri sogni!!

 

5)  Tra i tre tipi, passo la maggior parte della mia vita come “l’aiutante” (piscio) o “l’esploratore” (vomito). Però sembrerebbe che per portare avanti il mio sogno devo interpretare occasionalmente anche il ruolo della “persona che da sempre consigli” (peto). Questo non lo vivo sempre come qualcosa di naturale, comodo o produttivo; a volte lo vivo come se fossi un altro. Come posso più facilmente assimilare un’altra identità quando la situazione lo richiede? Come posso navigare, assumendo questo ruolo senza giudicare me stesso/a?

Reni: Vogliamo ricordare che questi ‘tipi’ hanno un lato oscuro ed uno luminoso e che riusciamo a realizzare più facilmente il nostro sogno, se ci manteniamo o ci sforziamo di vivere il lato luminoso, perchè in questo modo stiamo lavorando direttamente dalla nostra scintilla e dalla connessione con lo spirito.

Per esempio, se ci troviamo nel lato oscuro del o della ‘aiutante’ (piscio) – la persona che non ama abbastanza se stessa e cerca per questo amore dalle altre persone in cambio dei suoi sforzi – come possiamo mai scoprire qual’è il nostro proprio sogno se siamo consumati dall’impegno di realizzare i sogni degli altri?

Se ci troviamo nel lato oscuro della ‘persona che da sempre consigli’ (peto) – la persona che non ha fiducia nella sua propria intelligenza e deve confermare per questo la sua capacità con le altre persone, dandogli ordini ad alta voce – come possiamo mai vedere appieno l’immagine del nostro sogno oltre a quello che vediamo adesso?

E se ci troviamo nel lato oscuro dell’ ‘esploratore/esploratrice’ (vomito) – la persona che dubita della sua capacità di agire e per questo si confà a diventare un ‘sognatore’ indifferente – come possiamo mai andare otre l’idea del nostro sogno?

Diventando consapevoli di queste ‘identità’ o insicurezze all’interno di noi stessi/e, e connettendoci alla nostra vera essenza per trovare nuovi modi di essere più ampi, possiamo essere spinti velocemente nel lato luminoso di ognuno di questi tipi.

Per esempio, il precedente ‘aiutante’, adesso ispirato ad amare se stesso, può imparare a dire no ai sogni degli altri e a dire di si soltanto ai suoi propri sogni. O la precedente ‘persona che da sempre consigli’, adesso accettando la sua stessa intelligenza, può imparare a dire ‘lo so’ quando lo sa, e ‘non lo so’ quando non lo sa; ed in questo modo navigare in avanti verso il suo sogno che non è ancora catalogato. Ed il precedente ‘esploratore/esploratrice’, adesso con il coraggio e il desiderio di agire può imparare a chiedere aiuto agli altri per iniziare a vivere il suo sogno.

Una volta che avviene la trasformazione dal lato oscuro al lato luminoso di queste ‘identità’ sarà possibile anche l’interazione tra queste ‘identità’. Adesso, nello stato di auto-realizzazione e umiltà – che viene dall’identificazione del nostro tipo (modello) – il nostro evoluto ‘aiutante’ o ‘esploratore’ può graziosamente avvicinarsi al nostro evoluto ‘che sempre da consigli’. Poiché essendo noi connessi con la nostra essenza e conoscendo il nostro sogno possiamo chiedere aiuto agli altri e spiegare loro la nostra visione completa, pienamente preparati a ricevere le loro idee e i loro commenti.

Nyei: Sono daccordo. E questo esprime cos’è veramente la leadership. Leadership non significa il cambiamento da uno di questi ruoli oscuri all’altro – come, per esempio, dare o ricevere ordini. Perchè se guardiamo più attentamente ad ognuno questi ruoli, possiamo vedere che sono tutti dei modi diversi di provare a controllare e a manipolare delle situazioni: nascondendosi dietro un’altra persona, provando a dominare in maniera compulsiva, o rifugiandosi nei sogni senza agire per potersi ralizzare.

Leadership significa piuttosto, per qualsiasi ruolo ci piaccia rappresentare, rappresentarlo dalla nostra essenza. Accumula la tua energia e il tuo coraggio, togliti la maschera di ombra e apriti a nuovi modi di essere, con più collaborazione ed integrità – come dice Reni – avendo fiducia in un attore più grande che ti guida: l’Infinito.

 

6)  Vedo la gente (me stesso incluso) cambiare ruolo a seconda della situazione, per esempio, io potrei dire che quando lavoro sono più ‘sottomesso’, invece in casa tendo ad essere un ‘leader’. Ci sono tanti motivi per questo, credo che il principale sia la paura di perdere la mia posizione sicura al lavoro, che a volte si interpone nel cammino dei miei sogni e dei miei obbiettivi.

Reni: Di nuovo, nella nostra risposta è sottinteso che si raggiunga il nostro spirito, o lato leggero/luminoso di questo ruolo, piuttosto che restare nella vibrazione più bassa.

Si, vuoi essere un buon impiegato nel lavoro, ma questo significa che smetti di pensare da solo ed adotti il ruolo dell’ ‘aiutante’ e dici solo di ‘si’ a qualsiasi compito arrivi sulla tua strada, rimpiangendo per tutto il tempo: “Oh, non sto vivendo il mio sogno, e non lo farò mai”?

Se invece adotti lo stato d’animo della tua essenza ed inizi a prenderti le tue responsabilità nel posto in cui ti trovi – qui ed ora – nella tua impresa, in questo lavoro che ti sta dando la capacità di lottare ed anche la possibilità di avere un altro sogno, allora puoi alzare la testa al di sopra della sottomissione e guardarti intorno per vedere quali aspetti del tuo lavoro attuale possono aiutarti verso il tuo sogno personale.

Per esempio, sapere come funziona il tuo dipartimento e la tua impresa, qual’è il tuo prodotto, come si promuove, cosa determina che un mese sia andato male o bene, potrebbe servirti più tardi quando avvierai i tuoi affari. O sapere che tipo di contratti hanno i tuoi colleghi, come si determina il loro salario, quali uscite gli vengono concesse e quali no, potrebbe aiutarti quando avrai dei soci nei tuoi affari.

Come accennato prima in queste risposte, non restare nel negativo riguardo ai tuoi sogni. Mettiti nel lato positivo e leggero del tuo sogno e considera ognuno dei successi della tua vita come un passo verso il suo raggiungimento.

E facendo più domande ai tuoi attuali supervisori sulla loro impresa – non credi che ti considererebbero come un ‘leader’ e non come un semplice impiegato se tu stessi nel lato luminoso del ‘consigliere’, colui che ha un ampiezza di vedute tale da vedere anche la prospettiva, invece di lamentarti delle inezie e fare proposte a nome di tutti?

Nyei: Sono daccordo. E’ chiaro che non impareremo mai niente o non faremo mai niente se tutti fossimo felici solo essendo il leader designato, o al contrario, se nessuno avesse voglia di essere un leader.

Per questo aiuta sapere dov’è la tua attenzione. L’arte di sognare è l’arte dell’attenzione. Stai sognando le tue attuali circostanze come un ‘sacrificio’ o come un’opportunità di apprendere e crescere? Ti stai lamentando o apprezzi ciò che hai? L’apprezzamento ti connette al tuo corpo di sogno e ai tuoi sogni. E’ come annaffiare una pianta. Tu ti lamenti con la pianta o gli sorridi e canti per lei?

Allo stesso modo della pianta, il tuo lavoro e la tua vita cresceranno a seconda del modo in cui la coltivi!!

7)  Sembra che le donne, in generale, apprendiamo dalla nostra educazione a negare il nostro vero essere e a diventare più il tipo aiutante/compiacente (piscio). Come possiamo andare oltre questo tipo di educazione e trovae la nostra vera voce?

Reni: Per iniziare a trovare la tua vera voce devi praticare il ‘parlare forte’, e per fare questo, devi essere capace di pensare ed agire da sola!

Il tipo di donna compiacente e ‘che fa del bene’ normalmente nella sua maturità si trova ancora sotto qualcun’altro, ed anche se davvero odia la sua situazione e se ne lamenta, non fa nulla davanti ai suoi superiori, perchè è convinta che la copa non è sua ma ‘loro’.

Quello di cui la donna ‘aiutante’ ha bisogno di sapere è che è essa stessa che insegna a tutti quelli che gli stanno intorno come trattarla, e secondo lei, se qualcuno la sta trattando da subordinata è perchè lei non sta facendo nulla per cambiarli.

La donna ‘aiutante’ invece di infuriarsi e provare rabbia – cosa che fa spesso per il suo senso di impotenza, agendo, sfidando e sabotando alle spalle degli altri, perchè non è capace di dire in faccia direttamente quello che vuole – deve raggiungere la sua essenza, trovare un sogno proprio, non importa se piccolo, ed iniziare a fare dei passi verso questo sogno.

Il buono del tipo ‘aiutante’ è che agisce, e se lo fa da un luogo di consapevolezza accresciuta, può spostare e focalizzare la sua azione, o ‘aiutare’ il suo stesso sogno.

Questi piccoli passi raggiunti – queste lezioni che prende di notte, queste interviste con altri architetti paesaggisti che stanno facendo ora quello che tu vuoi fare, queste riunioni con web master o artisti – si costruiscono e si accumulano (e lo stesso vale per il silenzio) tanto più fai pratica, tanto più diventa normale e non solo un’idea, tanto più anche la tua autostima fiorirà.

E mentre starai intrattenendo le tue relazioni in casa o al lavoro, verrà il momento in cui non farai più ‘marcia indietro’, ma ti troverai a discutere delle tue idee, perchè le tue nuove esperienze di vita, condotte dalla tua essenza, ti daranno qualcosa da condividere.

E per favore donne, non fatevi confondere da certa propaganda di genere. Anche gli uomini hanno questa sindrome di ‘aiutanti’ – perchè anch’essi hanno avuto un grande carico dai loro genitori – e nella misura in cui fanno dei passi verso l’espressione delle loro emozioni, anch’essi dovranno lavorare per tirarsi fuori dal lato oscuro di questo ‘tipo’, per trovare la loro vera voce, come voi.

Nyei: Sì. Non puoi sostenere o educare bene gli altri se non hai la volontà di sostenere ed educare te stesso.

Sicuramente alcuni di noi sono stati socilizzati ad essere compiacenti, l’aiutante o la musa silenziosa che assiste ed ispira gli altri non chiedendo nulla in cambio, non ha voce per esprimere se stesso – coloro che aiutano gli altri trovano molte risorse per farlo e di certo se ne privano per se stessi. Può darsi che lo facciamo soltanto per convenzionalismo o per il desiderio di piacere (vale a dire per essere ricompensati, avvalorati o protetti in qualche modo da qualcuno che percepiscono in una posizione di potere).

Possiamo facilmente indovinare che questo tipo di ‘aiuto’ spesso non viene apprezzato! E sai perchè? Perchè non aiuta realmente! Sta solo impedendo la crescita dell’altra persona, la sua capacità di sviluppare ed avere fiducia nelle sue proprie risorse. L’ ‘aiutante’ insoddisfatto può anche riempire tutto l’ambiente intorno a lui di uno stato d’animo fastidiato, lamentoso e bisognoso. Ricordate il film ‘Come l’acqua per il cioccolato’ dove l’eroina metteva tutti i suoi sentimenti ed intenzioni nelle pietanze che cucinava? Per fortuna i suoi sentimenti erano vivaci e sostenitori! Qualsiasi cosa facciamo stiamo cucinando i nostri sentimenti, per così dire. Per tanto vogliamo essere consapevoli di questi sentimenti quando li diamo!!

Detto questo, non possiamo fare molto nella vita senza aiuto, certamente non possiamo apprendere molto o essere una parte valida di una squadra, comunità o relazione, se non impariamo come dare aiuto. Un padre o una madre, un professore, una coppia o un leader, o un veggente efficace è anche un aiutante, qualcuno che sostiene!!

8)  Mentre crescevo mi dicevano che non avevo carattere, né personalità. Una parte di me è molto attenta e ‘sottomessa’ e tiene tutti in considerazione. Come posso integrare il fatto di essere così senza dimenticarmi di me stessa ed accettarlo così com’è? Voglio dire che, anche se alcune persone considerano la gente che aiuta e si preoccupa come deboli, per me è il contrario, ci vuole molto forza per agire in maniera amorevole ed aiutare.

Reni: Si, sono daccordo, ci vuole molta forza per agire in maniera amorevole ed aiutare se sei davvero consapevole del tuo sogno ed agisci in suo nome, dando il tuo aiuto perchè davvero hai qualcosa da dare, senza desiderare nulla in cambio.

Questo è l’ideale… che normalmente si pone fuori dalla norma!

Assicurati di questo quando dai, ed anche del fatto che dare non sia l’unico attributo che ti definisce. Che ci sia anche altro oltre che ‘aiutare’ gli altri, altro che ti aiuta ad esprimere te stessa attraveso i tuoi sforzi artistici, l’insegnamento di una lingua in una scuola elementare, avere e sperimentare i tuoi propri interessi.

Ognuno di noi è nel suo proprio viaggio di consapevolezza in questa vita… e la cosa migliore è ‘aiutare’ gli altri mantenendo di vista il nostro proprio viaggio!

Nyei: Si. L’amore è la forma più alta di intelligenza, diceva Carol Tiggs. La sfida che vale la pena è quella di apprendere come essere una persona che sostiene intelligentemente e amorosamente, il cui sostegno aiuti realmente a migliorare! E permettere che questo amore ti ispiri per la tua crescita! Qualunque padre o madre, per esempio, ti può dire che l’amore ti da il potere di fare cose che non avresti mai pensato di poter fare!

 

9)  I nostri tipi di personalità cambiano nel mondo del sogno da addormentati? Ho avuto poche esperienze di sognare da addormentati, ed ho la curiosità di sapere se questo è perchè il mio tipo di personalità limita il mio campo o si interpone in questo cammino.

Reni y Nyei: Si. I lati oscuri e luminosi dei nostri tipi di personalità entrano nello spazio dei nostri sogni da addormentati.

Carlos Castaneda parla di due livelli di sogno – il primo livello è molto connesso con il nostro mondo della vita quotidiana, con gli esseri che amiamo e con i colleghi di lavoro, queste persone che conosciamo appaiono nei nostri sogni quando dormiamo e noi interagiamo con essi in sogno. Difatti molta gente va a dormire e quando si sveglia scopre di aver risolto alcune delle sue sfide e situazioni quotidiane mentre sognava dormendo. Indipendentemente dal fatto che la maggior parte dei nostri sogni siano o no di questo primo livello, essi comunque coinvolgono la nostra essenza, o se vogliamo dirlo con i veggenti, coinvolgono il nostro corpo di sogno; ed in quanto tali agiscono come una catapulta per il secondo livello dei nostri sogni da addormentati – sogni dove visitiamo nuovi paesaggi, interagiamo con nuovi esseri, esistendo momentaneamente nel luogo dello sconosciuto, del non familiare.

E dato che la nostra vita quotidiana è così ben connessa con il nostro primo livello del sogno, se siamo coloro che ‘fanno del bene’, ‘consiglieri’ o ‘esploratori’ nella nostra vita di giorno, è molto probabile che agiamo allo stesso modo nei nostri sogni di notte.

Lo stesso è certamente vero per il lato luminoso dei nostri tipi – se di giorno riusciamo a trasformare o a trascendere il nostro tipo verso il suo lato energetico, allora forse riusciremo a fare lo stesso anche nei nostri sogni da addormentati! Possiamo essere veggenti e iniziatori aiutandoci a creare delle nuove possibilità in questi sogni, sia nel regno del familiare che in quello dello sconosciuto!!

Cosi se uno dei nostri scopi in questa vita è sognare come fanno i veggenti, o semplicemente sognare come facciamo noi, è necessario trascorrere del tempo a studiare i nostri tipi, perchè questo può avere molteplici effetti ed arrivare molto più lontano di quello che immaginiamo.

Tratto da sito Cleargreen


Traduzione italiana di Zoì Kainosis

2014

 

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Intervista a Nyei Murez, Teo Alfero, e Jim Morris sul prossimo Evento a Paestum

IL DESTINO E’ NELLE TUE MANI

Un’intervista a Nyei Murez, Teo Alfero, e Guilhem Morera (Jim Morris) sul nostro prossimo evento: Saltare nell’Abisso: Nascendo al nostro Destino a Paestum – Italia 6, 7 & 8, novembre 2015

di Zoì Kainosis e Klara del Drago
Questa è la 1 di 2 parti della nostra conversazione tra le co-sponsor Zoì e Klara, e Nyei, Teo e Guilhem (Jim), che saranno gli istruttori di questo evento unico a Paestum!

Nei suoi libri Carlos Castaneda parla del suo apprendistato con il nagual don Juan Matus – leader di un gruppo di veggenti di un lignaggio dell’antico Messico risalente a diecimila anni fa – e su come si sono preparati per il loro finale salto nell’abisso al termine delle loro vite. Castaneda lo descrive come una pratica che impone dedizione e scelte di vita. In che modo Tensegrity®, la versione moderna del lavoro di questo lignaggio, ci prepara per una simile prodezza?

Nyei:
Per chiarire, il salto nell’abisso che Carlos Castaneda ha descritto nei suoi libri non era alla fine della sua vita, ma una cosa che lui stesso affrontò alla fine del suo apprendistato con don Juan. È stato un atto compiuto dopo anni di pratiche quotidiane dedicate alla consapevolezza di sé, al silenzio interiore e al sognare – tutte arti che don Juan Matus insegnò ai suoi allievi. Don Juan disse che a un certo punto entra in gioco tutto quello che un apprendista impara, sia nello stato di consapevolezza normale che in quella accresciuta, ed è in questa fase che egli deve spostare la sua consapevolezza sulla sua vera essenza, chiamata il corpo di sogno. Carlos ha attuato questo spostamento quando è saltato in un abisso – un balzo in uno stato di abbandono totale – subito dopo aver assistito alla partenza di don Juan dal mondo.
Ispirato dal suo profondo amore per il suo maestro, egli voleva andare con don Juan e il suo gruppo di veggenti, ovunque essi stessero andando. Ma non era il suo momento e dopo aver fatto quel salto, invece di trovarsi con don Juan o in fondo ad un burrone, si ritrovò nel suo appartamento a Westwood, nei pressi dell’Università UCLA. Questo evento epocale ha rappresentato un cambiamento completo nella sua enfasi, in cui si è abbandonato con totale fiducia alla sua essenza – a ciò che don Juan chiama la “vera mente”, piuttosto che la consueta ” mente io-io.”
Questo spostamento è lo stesso che possiamo fare tutti i giorni, negli atti più semplici o negli incontri, per prepararci ai momenti più importanti di svolta nella nostra vita.
E’ interessante il fatto che l’ultima cosa che don Juan disse a Carlos prima della sua partenza sia stata: “Spero che troverai l’amore!” E lo salutò agitando la mano. “Ciao!”. Queste sono le ultime parole che Carlos ha sentito prima di saltare nell’abisso. Don Juan una volta aveva chiesto al giovane Carlos cosa che stava cercando nella vita. “Sto cercando l’amore, don Juan,” questa fu la risposta del giovane e inesperto Carlos. Don Juan affermò che il problema era che tutti dicono di volere l’amore incondizionato – ma per dare effettivamente quel tipo di amore ci vuole un guerriero.
In ultima analisi il salto nell’abisso è il salto in quel tipo di amore. L’amore ha molte espressioni – l’amore per un membro della famiglia, un collega, un progetto, un’esplorazione, un campo di studio – una via con il cuore, uno sguardo verso il sublime.
Ed è quello che i nostri insegnanti – Carlos Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs – ci hanno guidato a fare. Pratichiamo i movimenti di Tensegrity® (Tensegrita’), la ricapitolazione della vita, il silenzio, le pratiche del sognare e l’integrazione di tutte queste pratiche tra di loro: il Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito). Queste pratiche ci portano l’energia, la consapevolezza e l’affetto di cui abbiamo bisogno per avere il coraggio di interpretare nuovi ruoli nelle nostre interazioni quotidiane. A volte, questo significa vincere la paura, quando è il momento di fare una presentazione ad una conferenza, concentrandosi invece sul vostro amore per l’argomento e sulla gioia di condividerlo con il pubblico. Oppure può significare mettere da parte la tua storia di “non essere ascoltato” in modo da poter ascoltare l’altro. Anche semplicemente incontrare il tuo partner in cucina al mattino può essere un salto nell’abisso. Se lo/a incontri essendo preparato/a, prendendoti prima un momento per praticare dei movimenti che ti aiutano a centrarti, a respirare e a richiamare il silenzio, è probabile che sia un incontro più amorevole.
Questi “salti” quotidiani sono un aiuto per prepararci a salti più grandi, come ad esempio quando terminiamo gli studi e andiamo a lavorare, o iniziamo una relazione, o diventiamo genitori, o mandiamo il nostro figlio piccolo a scuola. Essi ci collegano al corpo di sogno.

Teo:
Anche prestare attenzione ai cicli della natura ci aiuta a creare tale connessione. Nella nostra evoluzione, quando noi esseri umani eravamo in uno stato pre-verbale, i nostri antenati erano in contatto con il loro corpo di sogno molto più di quanto lo siamo oggi. Vivendo in silenzio, percepivano la rotazione della terra, l’arrivo della pioggia, il flusso dei movimenti delle grandi mandrie. I Magical Passes® (Passi Magici) ci aiutano a mantenere questa capacità di percepire il mondo naturale e il corpo di sogno, a percepire e comunicare in modi che vanno oltre il linguaggio.
Le tecniche usate dai veggenti e che don Juan ha insegnato ai suoi allievi, sono ciò che la Tensegrity® continua ad insegnare oggi in una forma adattata. Ci aiutano a far tornare la nostra consapevolezza al nostro corpo e al nostro essere, andando oltre la dipendenza dalle nostre menti che commentano continuamente, in modo da poter tornare a percepire, sentire e rivendicare il nostro diritto di nascita – tramite le nostre “vere menti” e la nostra interconnessione con la vita organica ed inorganica.
Le persone usano spesso la parola “spirituale” per descrivere queste esperienze. Ma sia che ne siamo consapevoli o no, tutti noi proveniamo dallo spirito e abbiamo una connessione con esso, quindi vorrei piuttosto fare riferimento ad esso come ad un apprendimento naturale, il processo di reclamare il nostro stato naturale di consapevolezza. Nel mio caso posso accedere a questo stato sia mentre pratico i movimenti di Tensegrity®, che quando mi dedico ai lupi e ai giovani che visitano il ranch di ‘Wolf Connection’. I lupi hanno una capacità innata di essere contemporaneamente in questo mondo, dimenando la coda quando arriva il cibo, ed essere totalmente collegati, alla terra sotto di loro, alle altre creature che li circondano e alle stelle sopra di loro.

Guilhem (Jim):
Sì. È bellissimo. Posso sentire quel particolare stato di conoscenza silenziosa-intuitiva quando sto lavorando con i clienti. Prima di iniziare Tensegrity® per me questo tipo di consapevolezza era solo una vaga idea, ora invece, dopo aver praticato per diversi anni, posso percepire e sentire l’energia della vita intorno a me. Questo mi aiuta nel mio lavoro che è quello di aiutare le persone, e quando parlo con qualcuno in una sessione privata, sia che lo conosca o meno, arrivo a capire il nocciolo del problema solo osservando come si muove l’energia. Quando qualcosa si manifesta nella persona che viene per essere aiutata, la sento anche dentro di me. Sembra accadere maggiormente quando mi sono concentrato su di loro con completa accettazione ed affetto.

Conoscete altre similitudini tra le iniziazioni Greche ed i rituali Toltechi oltre al ‘salto’?

Nyei:
Vogliamo chiarire che il salto non era un rituale, c’erano molte maniere in cui gli apprendisti potevano spostare la propria enfasi nel corpo di sogno e ci sono molti modi di farlo per noi adesso. Ciò che conta è che ci stiamo riconnettendo con il corpo di sogno, con la nostra completezza e stiamo prendendo decisioni da questo stato. I modi in cui possiamo farlo, come abbiamo descritto prima, sono infiniti e sono qui davanti a noi.
Visto che stiamo parlando della connessione di noi stessi con il corpo sognante, è interessante vedere in che modo le due tradizioni affrontano la nostra sensazione umana di essere ‘separati’ o incompleti; e che li fuori c’è un’’anima gemella’ o ‘fiamma gemella’ che abbiamo bisogno di trovare per poter essere felici.
Nella tradizione Greca c’è una storia, descritta da uno degli oratori del Simposio di Platone, secondo la quale gli esseri umani erano in origine doppi, finché Zeus, minacciato dal loro tentativo di scalare il Monte Olimpo, li divise a metà, da allora ognuno ed ognuna di noi sta cercando la proprio metà.
Anche il Popol Vuh dell’antica tradizione Messicana ha una storia simile di esseri umani divisi, separati dal loro proprio potere divino dai Padri della Creazione perché erano troppo potenti. Anche nel Messico antico, la lingua Nahuatl ha in sé il concetto dualistico del tonalli – che alcuni studiosi interpretano come lo spirito del giorno – ed il nagualli –interpretato da alcuni come lo spirito della notte, come la connessione con alcuni specifici spiriti animali che ci aiutano guidandoci per tutta la nostra vita. Don Juan descriveva il tonal come la parte temporanea di noi che inizia alla nascita e termina alla morte, che comprende tutto ciò a cui possiamo dare un nome o descrivere. Il nagual è la parte di noi che è eterna, quella che non si può descrivere, né dargli un nome. Si riferì poi a questo dualismo in termini di persona e di corpo energetico o corpo di sogno.
Carlos ci chiedeva: “Sapete chi è la vostra anima gemella?” E noi, aspettando la risposta, pensavamo: “Accidenti, magari ha davvero trovato la mia anima gemella – ed è un bell’uomo o una donna bellissima…” e Carlos, rispondeva, dicendo: “La vostra anima gemella è proprio qui! E’ il vostro corpo di sogno!!!! Ed è lui la donna o l’uomo dei vostri sogni!”.
Come diceva Carlos, sembra che gli esseri umani abbiano sempre raccontato storie di esseri divisi, dagli dei, dalle circostanze, o da altre persone, che hanno cercato la completezza al di fuori di sé stessi. Ma la completezza, diceva, è proprio dentro di noi – con il nostro corpo di sogno. Questa è la nostra ‘ metà mancante’.
Se sei connesso con il tuo corpo di sogno, diceva, puoi avere una vera collaborazione amorosa. Senza questa connessione non ti sentirai mai veramente felice a lungo, con niente e con nessuno.
Un altro esempio connesso con questo collegamento tra la completezza ed il corpo di sogno si può trovare nella tradizione di Asclepio, il dio greco della guarigione conosciuto sin dal V secolo a. C.. Allora, le persone bisognose di una guarigione andavano al tempio del dio e lì passavano la notte; poi raccontavano i loro sogni ad un sacerdote, il quale li interpretava e prescriveva loro la terapia più appropriata.
La parola ‘salute’ significa ‘completezza’ e – per i veggenti del lignaggio di don Juan – siamo in salute e completi quando siamo allineati con il nostro corpo di sogno, coltivando anche la consapevolezza dei nostri sogni e la consapevolezza nel nostro stato di sogno.

Guilhem (Jim):
E’ interessante risalire alle antiche origini del concetto Greco-Romano di ‘anima’. Ho una passione per lo studio delle scienze antiche. Vengono da un tempo diverso, da un solco diverso di quella che don Juan ed i veggenti del suo lignaggio chiamavano la ruota del tempo. La nostra civiltà occidentale moderna, le cui origini sono Greco-Romane, non dà troppo credito a ciò che la gente antica aveva compiuto. I Greci studiarono in Egitto. Pitagora passò tredici anni nei templi Egizi prima di aprire la sua scuola dei misteri in Grecia. In Egitto e in Mesopotamia, come in Messico ai tempi dei Toltechi, c’erano persone che erano custodi di determinate conoscenze; come i Toltechi, anche loro erano guaritori, astronomi, custodi dei calendari, oracoli, architetti, sacerdoti…
Esistono altre similitudini tra le due culture. Per esempio, presso gli Egiziani si procedeva alla cosiddetta ‘pesatura dell’anima’. Essi credevano che, al momento della morte, il cuore di una persona messo sul piatto di una bilancia dovesse avere lo stesso peso di una piuma, solo in questo modo l’anima, o “Ka” (i Toltechi avrebbero detto il corpo di sogno) avrebbe potuto continuare il suo viaggio. C’è la stessa idea nella tradizione Tolteca che un essere umano deve essere vuoto, intendendo vuoto di giudizi verso se stesso e gli altri e di cose non terminate. Taisha Abelar descriveva questa condizione in un altro modo: diceva che bisogna riconoscere il proprio valore come pari a zero – ossia né positivo né negativo, solamente neutrale – e che, per arrivare a questo, bisogna ricapitolare, rivedere la propria vita per potersi sbarazzare di tutti i giudizi indesiderati e per poter essere liberi…
Anche le antiche concezioni Greche degli dei e delle dee sono simili – esseri invisibili ma pieni di forza, capaci di influenzare il loro mondo, molti di essi con caratteristiche umane e manie, quali rabbia, gelosia e lussuria. Allo stesso modo, le culture dell’antico Messico, avevano il loro pantheon di dei e dee – i cosiddetti alleati o aiutanti inorganici e le guide provenienti dai mondi invisibili, ed anche loro, avevano caratteristiche uniche da superare.

Teo:
Anche l’idea che si potesse diventare come un dio o un semi-dio attraverso l’interazione con gli dei, trova un parallelo nella visione degli antichi veggenti, i quali ci dicono che possiamo diventare migliori attraverso la re-incorporazione nelle nostre vite del nostro corpo di sogno invisibile. Possiamo dire che le gesta di consapevolezza realizzate dai veggenti dell’antico Messico attraverso l’integrazione con il corpo di sogno, quasi come una realizzazione divina, siano diventate il tema di leggende e miti. Ognuno di noi ha una memoria energetica e genetica di questa connessione che è stata tramandata attraverso i millenni, di generazione in generazione come un tesoro nascosto.
L’ultima volta che sono venuto in Italia, è stato in occasione del tour a Pompei. Mentre camminavo per le sue strade ho avuto sprazzi di memorie, ho cominciato a vedere le strade piene di gente che si muoveva in ogni direzione, interagendo, portando merci. Conoscevo lo scopo delle costruzioni prima di vederle. Il mio corpo di sogno aveva raggiunto una parte della mia discendenza italiana, che in qualche modo aveva già fatto prima esperienza di quella città e mi stava aiutando ad integrare questi dimenticati/nascosti/inaccessibili aspetti del mio lignaggio ancestrale. Questa esperienza mi ha aiutato a fidarmi della mia guida interiore – la mia connessione con il corpo di sogno – e a portarla anche nel mio lavoro, nella relazione con mia moglie e mia figlia e, al tempo stesso, nella mia relazione con la terra dove vivo e la nuova sistemazione per Wolf Connection.

Tenendo conto del concetto greco di fato, in cui gli dei a volte possono prendere decisioni spietate sugli uomini e sul loro destino, ci chiediamo che cosa è rimasto oggi di quella antica concezione, e che ruolo può svolgere, o non svolgere, nella nostra concezione moderna di destino?

Nyei:
‘Fato’, dal latino ‘predizione’, è inteso a significare “la causa presunta, forza, volontà o principio divino che predetermina gli eventi”. E ‘destino’, dal latino ‘destinare’, significa “il potere nascosto che si ritiene controlli cosa accadrà in futuro”.
La mia collega e sorella energetica Renata Murez racconta una meravigliosa storia su Carlos che ha descritto come questi due principi lavorino insieme. Una volta che erano seduti insieme in un bar lei gli fece una domanda: ‘Come scegli le cose da fare o dove andare?’ Carlos allora tese la sua mano sinistra e, con l’indice destro, indicò il centro del palmo: “Qui è dove comincio, proprio qui, nel centro… poi mi guardo intorno, e che vedo? Scelte, molte scelte, ognuna rappresentata da una delle mie cinque dita.”
“E per fare una scelta, ogni scelta, mi incammino lungo il percorso di tale scelta; per esempio, se voglio guardare la scelta rappresentata dal mio dito mignolo, mi incammino su questa strada, cercando informazioni, conversando, sentendo come vivere quel percorso per tutto il tempo, muovendomi dalla base fino alla punta del mio dito mignolo. Se lungo la strada sento un nervosismo nella pancia, o della diffidenza nella situazione intorno a me, mi ritiro da quel percorso; e di nuovo ritorno verso il centro del mio palmo. Poi provo ancora, con un’altra scelta, come quella rappresentata da mio dito anulare. E se sento solida questa scelta, con il ‘finale aperto’ e piena di energia, allora è questo il percorso che scelgo.
Tutta la mia mano – il palmo e tutte le dita – può essere il mio destino, un contesto datomi dallo Spirito, per il solo fatto di essere disponibile. Ma ho scelto il mio destino. Decido di percorrere un percorso, una delle mie dita, non tutte, e questo è il mio destino. Il destino viene dal fato – il fato mi ha portato ad incontrare don Juan – ma quello che ne faccio è il mio destino. Lo faccio con la massima cura, gli do la mia massima attenzione, tenendo lo Spirito vicino a me mentre cammino verso il mio destino.”

Guilhem(Jim):
La mia storia rispecchia quel viaggio in cui ho provato le diverse dita della mano, per così dire. Nella mia vita ero confuso e non sapevo che direzione prendere. Quando ho iniziato a praticare Tensegrity® lavoravo in teatro. Mia madre amava la poesia e avrebbe voluto che suo figlio fosse un artista; io amavo viaggiare, lavorare con un gruppo di persone, l’atmosfera del teatro, la giocosità, le avventure… ma non ero un vero attore, e quindi non mi sentivo così tanto a mio agio in quel mondo. Cercavo sempre di convincere le altre persone del gruppo a praticare Tensegrity® con me, ma loro non avevano alcun interesse a farlo.
Più tardi, quando mi sono trasferito a Los Angeles, seguendo il mio interesse per la Tensegrity®, lavoravo come insegnante di matematica, o per grandi aziende come un liceo francese, solo per guadagnarmi da vivere, così come mio padre aveva fatto per tutta la sua vita. Ho imparato molto da tutte queste esperienze, ma nella mia vita non c’era più passione.
Ho sentito di aver trovato la mia strada solo quando mi sono trasferito di nuovo in Francia seguendo il mio interesse per l’antico misticismo. Ho scritto un libro su un vecchio sistema di lettura delle carte e ho trovato un editore che lo ha pubblicato; poi ho incontrato Howard Crowhurst che stava studiando i megaliti a Carnac e nel resto del mondo. Ho iniziato a collaborare con lui ed abbiamo fuso le pratiche di Tensegrity® con gli incontri negli antichi siti – come abbiamo fatto insieme l’estate scorsa, durante il workshop di Tensegrity® a Carnac – lasciando che il silenzio portato dai movimenti di Tensegrity® e dal Theater of Infinity® ci collegasse con il profondo silenzio millenario e la saggezza degli antichi allineamenti di pietra di Carnac.
Da allora, mi sono immerso completamente nel mio lavoro senza dover forzare nulla, ora sembra che semplicemente tutto fluisca… le porte cominciarono ad aprirsi, una dopo l’altra. Sento che sto vivendo il mio destino. Amando completamente i miei genitori, ho integrato la poesia e la matematica nello studio dei simboli antichi, ed ho trovato la mia strada, quella che mi rende molto felice.
E sto praticando un diverso tipo di teatro, il Theater of Infinity®, che integra i movimenti di Tensegrity® nella vita quotidiana – aiutandomi a vedere i ruoli abituali che interpreto nelle mie interazioni, come ad esempio, “il critico”, “la vittima”, “la persona che non si impegna” – e che mi da la possibilità di interpretare nuovi ruoli come, ad esempio, “la persona che gode pienamente la sua vita ed è attiva e partecipe a tutto ciò che accade intorno a lui”.

IL DESTINO E’ NELLE TUE MANI – PARTE 2

Un’intervista a Nyei Murez, Teo Alfero, e Guilhem Morera (Jim Morris) sul nostro prossimo evento: Saltare nell’Abisso: Nascendo al nostro Destino a Paestum – Italia 6, 7 & 8, novembre 2015

di Zoì Kainosis e Klara del Drago

PARTE 2 – Un’introduzione della nostra visita alla mitica Grotta dell’Angelo (Pertosa-Auletta), dove sperimenteremo come il gioco può aiutarci a reclamare il nostro destino in un’interazione consapevole con la natura.

La mia domanda riguarda il ‘salto nell’abisso’: ‘Dove sono questi abissi o l’ignoto, nella nostra vita quotidiana?’

Nyei:
In una delle domande di cui sopra, abbiamo dato alcuni esempi di salto nell’abisso che avvengono regolarmente in situazioni non abituali, o portano una nuova prospettiva a relazioni e attività apparentemente familiari. Trasformare una di queste interazioni o attività apparentemente note, e forse poco gratificanti, in un momento di gratificante stupore è una delle pratiche che facciamo nei nostri seminari attraverso il Theater of Infinity®.
Nel Theater of Infinity®, ci riuniamo in piccoli gruppi e riproduciamo alcune scene della nostra vita quotidiana, per riuscire a vedere come interpretiamo il personaggio di noi stessi. Ad esempio, se in un’interazione interpreto il mio ‘me’ abituale che non è d’accordo con il responsabile, sto creando delle resistenze all’interazione, perché parto dal presupposto che so già che cosa sta facendo questa persona. Se invece prima pratico un movimento di Tensegrity®, avrò un atteggiamento di maggiore equilibrio, allineamento e una respirazione più fluida. Così anche la mia consapevolezza si sposta rendendomi più disponibile ad ascoltare e collaborare. Questo è un atto di trasformazione: abbiamo preso ciò che è noto, lo abbiamo infuso con l’energia sconosciuta del corpo di sogno ed abbiamo vissuto la scena in modo nuovo.

Guilhem (Jim):
Per me il salto nell’abisso era fare qualcosa nella mia vita che mi piacesse realmente. Avevo paura di reindirizzare la mia vita verso qualcosa che mi avrebbe realizzato. In particolare, avevo timore per ciò che riguarda l’aspetto economico, di non essere in grado di guadagnarmi da vivere. Ho pensato che avrei dovuto lottare nella vita. Inoltre, all’inizio non riuscivo nemmeno a nominare quello che mi piaceva veramente. A volte è difficile sapere se qualcosa va bene per te senza averla provata prima. Ci vuole tempo… Quindi dalla vecchia posizione del mio io, sembrava che ci fosse un abisso tra l’impostazione della mia vita così com’era e il sogno di completezza che io intendevo… e non si salta nell’abisso una volta per sempre. Quello che ho sentito è che sono ‘scivolato’ nell’abisso, come nei miei sogni d’infanzia in cui imparavo a volare. Mi ricordo che sentivo una corrente d’aria, poi mettevo a tacere i miei pensieri e lasciavo che la densità dell’aria mi portasse via. Nei miei sogni dovevo raggiungere e mantenere un equilibrio all’interno di me stesso per essere in grado di volare. Questo è quello che ho sperimentato anche nella mia vita. Ho iniziato a scrivere un libro, poi ho tenuto un seminario su quello che avevo scritto e, poco a poco, mi sono reso conto che avevo fatto il salto e che stavo scivolando in questo abisso, questo ignoto. Tuttavia in me c’era ancora un po’ di paura, ma la pratica di Tensegrity® mi stava aiutando a mantenere questo equilibrio nella mia vita. E l’aria stava diventando sempre più densa e stava diventando ogni giorno più facile seguire i venti…
Ci sono molte sfide qui – nella ricerca di un posto di lavoro, nel crescere i nostri figli, nell’accettare il punto di vista di un’altra persona, nel lavorare con qualcuno che non abbiamo scelto! Se a prima vista non sei d’accordo, guarda un po’ più a fondo nella tua vita. Ogni giorno, minuto per minuto, ci sono prove ovunque! Almeno per me! Tanti abissi dove possiamo imparare a saltare e scivolare…

Teo:
Carol Tiggs parla di prepararsi per essere in grado di saltare nell’abisso con consapevolezza anziché inciampare e cadere nel baratro impreparati, in balia delle circostanze… Quindi, per me personalmente, faccio lo sforzo di impegnarmi solo per quello che so di poter fare, mostrandomi al momento giusto, riflettendo prima di parlare o prima di premere “invia” su una e-mail inconsapevole.
Come posso attualizzare, visualizzare, realizzare il mio destino superando le paure che mi chiudono nella gabbia di me stesso, ripetendomi frasi negative a cui sono abituato: “non posso, non posso, non posso”, “sono un perdente”, “non sono abbastanza bravo”. Nella vita quotidiana, la mia ‘evoluzione’ sembra essere rallentata, dai pensieri, dalle preoccupazioni e da una quasi totale attenzione agli altri ed a ciò che essi pensano di me.

Nyei:
Possiamo cominciare con: ‘dove ho appreso queste frasi o stati d’animo? Dove ho imparato questo tipo di distrazione che mi allontana dall’essere creativo e collaborativo?’
Sapere che queste frasi, con i relativi stati d’animo, vengono da un passato in cui possono essere state rilevanti, non significa che siano funzionali ora! Recitare queste frasi nel Theater of Infinity® ti consentirà di notare che anche altre persone dicono cose simili a loro stessi. Questo ti farà vedere soluzioni illuminanti e nuovi modi di parlare a te stesso.
Per molti di noi, parlare e relazionarsi a sé stessi in maniera solidale, è come saltare in qualcosa di sconosciuto, di nuovo. Ma le vecchie abitudini si possono cambiare, non è così difficile, possiamo farlo momento per momento mettendo l’attenzione su: ‘Come percepisco me stesso? E’ un pensiero e un intento che migliora il mio corpo, il mio essere e gli altri intorno a me?’ Questa pratica può anche condurre a molti momenti di silenzio interiore!
Praticando insieme a Paestum, troveremo alcuni di questi momenti di azione inspirata, non-verbale e silenziosa, di quando eravamo bambini. Ricordarli e reclamarli è una delle strategie migliori contro i nostri pensieri negativi e ci da un nuovo punto di riferimento nel presente. Le risposte sono dentro di noi. Ognuno di noi può portare sé stesso verso il basso o verso l’alto, a seconda di dove mette la sua attenzione.

Teo:
Sì, per quanto mi riguarda, mi rendo conto che sotto il mio dialogo negativo c’è la paura dell’ignoto, ed il cercare di eluderla mi trattiene nel suo circolo vizioso. Il trucco è quello di continuare a mettere un piede dopo l’altro attraverso – non intorno – le nostre paure, ed in questo modo il gioco e l’umorismo diventano parte dell’arte del praticante. Gioco ed umorismo smussano il bordo tagliente della nostra storia dell’”io non sono abbastanza bravo”.

Sento che ogni volta che passo più tempo nella natura si attiva un aspetto di me che, con molta semplicità, si connette al mio livello energetico. Posso aspettarmi da questo prossimo workshop di raggiungere un dialogo dinamico e attivo con la natura nella mia vita quotidiana, anche quando non ci sono fisicamente?

Teo:
Durante il prossimo workshop, avremo l’opportunità di trascorrere del tempo nella natura – con brevi escursioni nelle zone circostanti, guardando le onde che si infrangono sulla riva. Ed abbiamo un evento molto speciale programmato per il lunedì, quando avremo l’opportunità di sperimentare la perfezione artistica della natura all’interno delle Grotte di Pertosa-Auletta, o Grotta dell’Angelo. In barca, attraverso il suo fiume sotterraneo, entreremo nelle sue caverne e sperimenteremo il gioco di luci ed ombre, il silenzio e l’eco della musica naturale provocato dalla caduta delle gocce d’acqua al suo interno.

Sono particolarmente entusiasta della nostra visita a questa grotta, perché quando, molti anni fa, lavoravo come alpinista, allenavo e guidavo le persone in una grotta in Sud America… ricordo ancora chiaramente la sensazione nel mio corpo quando camminavo, strisciavo e mi arrampicavo per un miglio nel ventre della terra, spegnevo la mia torcia e semplicemente ero lì… nel buio totale, con un leggero flusso d’aria e nel silenzio assoluto. Dopo un po’ di tempo il corpo si spostava naturalmente verso la percezione dell’energia ed iniziavo a vedere aloni di debole luce bianca e percepivo il flusso della consapevolezza tutt’intorno a me. Visitare luoghi come questo ci dà l’opportunità di sentire le tenebre, la quiete e la luce interiore. Si attinge al nostro lignaggio di esseri umani. Non vedo l’ora di sperimentare nuovamente quelle sensazioni e di condividerle con tutti i presenti.

Quando siamo nella natura e ci connettiamo con questi momenti, ci rendiamo conto che siamo in sintonia e diventiamo consapevoli che la natura è sempre intorno a noi.
Siamo in grado di connetterci con gli alberi che costeggiano il marciapiede o con il prato del parco. Siamo in grado di connetterci con i cicli della luna, del sole e delle stelle!

Guilhem (Jim):

Collegarsi con la natura dentro e fuori di noi, come ha descritto Teo, può collegarci al nostro essere energetico, e questo si ritrova nei miti di tutto il mondo. Molte culture hanno miti e storie relativi ad attraversare fiumi per raggiungere un mondo sotterraneo, o un altro mondo. Un antico mito messicano comprende l’attraversamento di vari fiumi nell’aldilà. Nell’antica mitologia greca le persone attraversavano il fiume Stige, per entrare nel mondo degli inferi e diventare forti immergendosi in quel fiume. Achille era stato totalmente immerso in quel fiume ad eccezione del tallone – che per questo, quella era l’unica parte vulnerabile del suo corpo – il che causerà la sua fine terrena. Questi miti sono per noi un monito a non dimenticare che, nelle nostre vite, dei cicli finiscono ed altri nuovi iniziano. Per navigare attraverso questi cicli e vivere il nostro scopo abbiamo bisogno di tenere un piede in entrambi i mondi, per così dire, e la natura ci aiuta a ricordarcelo.
Carlos Castaneda descrive un simile intreccio, o unione simbolica, nella conclusione del capitolo Il salto nell’abisso nel libro Il Lato Attivo dell’Infinito con queste parole: “Sapevo quello che dovevo fare. Avevo poco tempo. Corsi alla massima velocità verso il precipizio e saltai nell’abisso. Sentii il vento sulla faccia per un momento, e poi il buio più misericordioso mi inghiottì, come un pacifico fiume sotterraneo”.
Il capitolo successivo inizia con lui che si ritrova nello studio del suo appartamento a Los Angeles, all’inizio di un nuovo viaggio della sua vita, quello in cui il suo insegnante non era più in questo mondo e lui era stato costretto a riporre una maggiore fiducia nel suo corpo di sogno.
Possiamo vedere questo anche nella nostra vita, in certi punti di svolta – ad esempio, a volte un’amicizia o un progetto raggiunge la fine di un ciclo e deve trasformarsi, o passare ad un altro livello per continuare. Ogni persona coinvolta deve adattarsi, per rinnovarsi. Attraverso la connessione di tutto il nostro essere con i movimenti di Tensegrity®, il Theater of Infinity® e le Grotte naturali di Pertosa-Auletta, percorreremo quel cammino per rinnovarci.

Come faccio a capire se sto realizzando il mio destino?

Guilhem (Jim):

Ripensate, andando a ritroso, a tutti i momenti più appaganti della vostra vita. Questo era il vostro seguire o realizzare il vostro destino!
In questo momento, combinando elementi di Tensegrity® con la mia passione per l’esplorazione, la scoperta e la riattualizzazione di antiche conoscenze – quasi come farebbe un archeologo – sento che sto vivendo il mio!

Nyei:
Possiamo anche dire che siamo sul cammino del nostro destino per il fatto che siamo interessati o curiosi di fare qualcosa!
Aiuta molto guardare a che giochi o ruoli hai giocato da bambino. Come hai giocato? Cos’hai fatto? Quali storie o miti ti hanno ispirato? Cosa hai sognato di essere o di vivere una volta diventato grande?
Potreste scoprire che in realtà state già vivendo quei sogni… Questo è quello che esploreremo insieme in questo seminario.
Ad esempio, da bambina, mi piaceva ascoltare la musica per flauto. Per me evocava la leggerezza, il gioco, le storie di folletti e fate protagonisti delle leggende irlandesi o celtiche. Così i miei genitori mi donarono un flauto e mi fecero prendere lezioni. E lo suono ancora. Quando suono il flauto la musica fluisce in modo naturale. Si, c’è l’impegno, l’esercizio e la disciplina, ma non sto forzando nulla. Non sto davvero parlando a me stessa, sono più in ascolto. E sento che alcuni dei miei antenati – da mio padre che è un trombettista, a mia madre che mi ha portato a tutte quelle lezioni di musica e concerti, a mia nonna che era un cantante, ad altri appartenuti a molte generazioni passate – ne stanno godendo e partecipando… Mia madre lo disse con molta semplicità: “Tu sei piena di gioia e porti agli altri la gioia quando suoni”.
E’ un viaggio continuo – imparare quando prepararsi e praticare e quando lasciare andare, lasciare che il fiume della musica scorra. Ci aiuta ricordare che noi non ‘lavoriamo’ o ‘lottiamo’ con la musica, noi suoniamo la musica.
In occasione del recente seminario a Sochi avete invitato i partecipanti ad esplorare anche la condizione del gioco. Potete dirci qualcosa al riguardo?

Teo:
Il gioco è il modo in cui impariamo, gli animali giocano insieme spontaneamente, ed è così che imparano a comunicare, a creare legami, a sincronizzare il loro stato emotivo ed energetico… e ad andare d’accordo l’uno con l’altro. E come Carol Tiggs ha sottolineato a Sochi, è anche il modo in cui impariamo.
Quando, con quello spirito di gioco, abbiamo imparato un’abilità da bambini, spesso diciamo che è la nostra “seconda natura”. I veggenti dicono che quando impariamo qualcosa nella “seconda attenzione”, lo stato di consapevolezza accresciuta o “sognare da svegli,” assorbiamo conoscenza ad un livello molto più profondo, il livello primordiale.
Nel momento in cui aumentiamo la consapevolezza e la condizione di gioco nella nostra vita, la nostra creatività e la consapevolezza di sogno arrivano.
Da bambino mi immaginavo di essere Robin Hood con il suo spirito giocoso, l’amore di una bella donna e una banda di uomini allegri che lo aiutavano ad essere il paladino degli oppressi. E oggi io sto vivendo così tanti aspetti di quel sogno – sto conducendo una vita consapevole che include la Tensegrity®, ho una moglie e una figlia che adoro, una grande squadra con cui lavoro e una riserva naturale che dà un vita sicura e felice ai lupi soccorsi e recuperati, e che cambia quotidianamente le vite di molti giovani. Questa vita mi rende pieno di energia e mi aiuta ad affrontare gli alti e bassi della quotidianità, invita alla creatività, alla gioia, alla salute, alla visione e alla speranza per l’umanità.

Nyei:
E questo è quello che esploreremo insieme a Paestum – come portare più gioco nella nostra vita e come il gioco ci aiuta a sognare. Ci metteremo in contatto con i sogni della nostra infanzia e con il nostro naturale spirito di gioco, con coraggio salteremo nei ruoli e nelle risposte utili alla realizzazione del nostro destino, sia nel Theater of Infinity® che nel teatro della vita!

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INTRODUZIONE AL PROSSIMO SEMINARIO DI TENSEGRITY® & THEATER OF INFINITY® – PAESTUM (SA)


rose

UNA GIORNATA DI PRATICA

SULLA TENSEGRITY® DI CARLOS CASTANEDA

A BOLOGNA

il 26 SETTEMBRE dalle 10,30 alle 18

Palestra IL FOSSOLO – VIA PABLO NERUDA, 8

LA PRATICA  E’ D’INTRODUZIONE AL PROSSIMO  SEMINARIO DI TENSEGRITY® & THEATER OF INFINITY® IN ITALIA, A PAESTUM (SA) – 6, 7 & 8 NOVEMBRE 2015

SALTARE NELL’ABISSO: NASCENDO AL NOSTRO DESTINO

http://www.cleargreen.com/it/workshops/2015-italy

CON CONFERENZA INTRODUTTIVA DELL’ANTROPOLOGA MARIA CAPALDI

tuffatoreMi hanno già conferito il potere che regge il mio il mio destino,

ed io nulla stringo, così non avrò nulla da difendere.

Non ho pensieri così potrò vedere.

Non temo nulla, così ricorderò me stesso.

Distaccato e sereno, sfreccerò oltre l’Aquila, verso la Libertà.”

C. Castaneda: Il dono dell’Aquila

Tensegrity® è l’espressione contemporanea di un’antica tradizione messicana per l’espansione della consapevolezza umana messa a punto dal Nagual Carlos Castaneda, e ci sono moltissime persone disseminate su tutto il pianeta che attualmente praticano questa disciplina.

Secondo la cognizione degli antichi sciamani del Messico tutto ciò che esiste nell’universo è duplice, nel senso che ha un doppio  gemello, noi compresi. Quando i ‘veggenti’ ‘vedono’ l’energia di un essere umano, possono ‘vedere’ che egli ha un corpo energetico accanto al corpo fisico, o doppio. Diventare consapevoli dell’esistenza del doppio  e riavvicinarlo al corpo fisico crea un senso di infinito benessere. E’ quel benessere che abbiamo conosciuto alla nascita, quando eravamo tutt’uno con il nostro doppio  e che ricerchiamo per tutta la vita, senza mai raggiungerlo… e questo, spesso ci crea un forte senso di disagio che non sappiamo spiegare…

Attraverso la pratica dei principali strumenti di Tensegrity®: Magical Passes® (Passi Magici)Silenzio Interiore, Arte del Sognare, Arte dell’Agguato, e soprattutto con la Ricapitolazione  e il Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito), possiamo tornare a riavvicinarci al nostro doppio energetico e a sperimentare l’espansione della consapevolezza che questo comporta.

La nostra parte energetica, che è per noi la più importante, ci è praticamente sconosciuta e riavvicinarsi ad essa, per noi equivale ad un vero e proprio salto nell’ignoto, un salto che però è anche un salto verso la nostra vera essenza, verso la conoscenza, verso il compimento del nostro vero destino…

INFORMAZIONI PRATICHE:

Quando: il 26 settembre dalle 10,30 alle 18

– Dove: a Bologna, in Via Neruda, 8

– Cosa portare per la Pratica: un tappetino, un quaderno e una penna, abiti comodi e delle scarpe da ginnastica pulite, di ricambio per entrare nella sala della pratica.

– Contributo per la Pratica: € 20

20 settembre:  per favore comunicateci le vostre adesioni entro questa data, la pratica è aperta a tutti esperti e nuovi praticanti.

– Come arrivare al luogo della Pratica:

* dalla città: autobus 25 fermata Centro Commercial IL FOSSOLO

* per chi viene da fuori Bologna:

– in treno: autobus 25 dalla Stazione Centrale

– in macchina: dalla Tangenziale Nord  direzione Ancona/San Lazzaro di Savena prendi lo svincolo per Castenaso/Ravenna uscita 11bis, alla rotonda prendi la 2ª uscita per viale Ilic Uljanov Lenin, viale  Abramo Lincoln, parcheggiare in via Pablo Neruda. 

rosagiallaLa Conferenza sarà tenuta dall’antropologa Maria Capaldi che ha partecipato a numerosi Workshop sulla Tensegrity® di Carlos Castaneda e pratica questa disciplina da molti anni; è responsabile del Gruppo di Pratica di Roma, è Facilitatrice di Tensegrity® con il nome di Zoì Kainosis, ed è organizzatrice degli Eventi di Tensegrity® in Italia. E’ autrice di vari articoli e di un saggio antropologico dal titolo: ‘Oltre i limiti del corpo: il sogno del Nagual e il corpo energetico nell’esperienza di Carlos Castaneda’, edito dal Punto d’Incontro. Ha tenuto diverse conferenze nelle principali città italiane e rilasciato numerose interviste su questo argomento.  La Pratica sarà condotta da entrambe le Facilitatrici Cleargreen Kilian Erthran e Zoì Kainosis.   Kilian Erthran vive a Bologna ed è Facilitatrice di Tensegrity®. Ha sviluppato sin da adolescente un interesse per la matematica evolutosi in una passione per la logica e le forme più astratte di computazione simbolica. Ha conseguito un Dottorato di ricerca con ricerche di Logica e Deduzione Automatica di Teoremi in Intelligenza Artificiale. Nel 2000 alcuni racconti nel libro di Taisha Abelar la convinsero a mettere in atto la ricapitolazione il più vicino possibile alla descrizione del libro stesso. Dopo pochi giorni si ritrovò ad attraversare il primo cancello del sognare, iniziando un percorso esplorativo tutt’oggi attivo. Nel Novembre dello stesso anno ha frequentato il suo primo workshop di Tensegrity® a Berlino. Ha continuato a praticare e partecipare a gruppi di pratica locali di Tensegrity® sino ad operare come rappresentante del gruppo di pratica di Bologna dal 2011,  e completare in seguito la formazione come Facilitatrice. 

Carlos Castaneda è stato un antropologo-sciamano che ha pubblicato dodici libri, in questi libri, che sono stati pubblicati e tradotti in tutto il mondo, ha descritto i mezzi e le metodologie utilizzate dagli sciamani dell’antico Messico per rompere le barriere della percezione, il che implica che la consapevolezza ordinaria può essere ampliata senza limiti, fino alla totale libertà di percezione. Carlos Castaneda è stato allievo del Nagual don Juan Matus, uno sciamano yaqui di Sonora, Arizona-Mexico. Don Juan era il leader e l’erede della conoscenza di un lignaggio antico di diecimila anni che era costituito da uomini e donne veggenti, tale conoscenza era un efficace e potente medoto di espansione della consapevolezza umana.

Allo stesso modo di don Juan Matus, Carlos Castaneda era anche lui un Nagual, un essere con una particolare conformazione energetica che ne fa un leader, una guida in grado di portare grandi cambiamenti all’interno della tradizione. Infatti, nei primi anni ’90 a Los Angeles, Carlos Castaneda ha fondato Cleargreen, un centro per l’evoluzione della consapevolezza con lo scopo di divulgare al pubblico la conoscenza del Messico antico in una forma pratica e contemporanea, fruibile dall’uomo moderno, che ha chiamato Tensegrity®.

Tensegrity® è stata insegnata in tutto il mondo attraverso Seminari e dvd sponsorizzati dallo stesso C. Castaneda e dalle sue compagne: Carol Tiggs, Florinda Donner Grau e Taisha Abelar. Ed attualmente viene ancora insegnata con la supervisione di Carol Tiggs (che è la controparte energetica femminile di Carlos Castaneda: la sua Donna Nagual) dalle sue allieve dirette: Renata Murez e Nyei Murez. Viene anche insegnata nei vari paesi dagli Istruttori Associati e dai Facilitatori di Tensegrity®, che sono guidati, formati ed autorizzati da Cleargreen.

Che cos’è Tensegrity®?

Tensegrity® è l’espressione contemporanea di un’antica conoscenza sciamanica messicana basata sulla libertà di percezione che utilizza metodologie ben precise per raggiungere dei fini pratici.

Si tratta fondamentalmente dei Magical Passes® (Passi Magici), delle Arti dell’Agguato e del Sognare.

I Passi Magici sono movimenti, posizioni del corpo e respirazioni, scoperti dai veggenti del lignaggio del Nagual don Juan Matus in stati di consapevolezza espansa chiamati sognare. La pratica dei Passi Magici nella vita quotidiana aiuta a riavvicinarci al nostro Corpo Energetico e a ripristinare il benessere sia fisico che energetico.

L’Arte dell’Agguato consiste in una serie di accorgimenti da applicare nella vita quotidiana per evitare di continuare a disperdere energia. Secondo i veggenti del Messico antico tutti noi nasciamo con un tot di energia e purtroppo, durante la vita, facciamo di tutto per consumarla fino a morire senza averne più neanche un briciolo. Per evitare questo deterioramento, gli sciamani di questa tradizione si adoperavano al fine di risparmiare e recuperare la propria energia soprattutto attraverso l’abbandono dell’importanza personale, l’eliminazione delle abitudini e la cancellazione della storia personale. Tutto questo può essere fatto soprattutto attraverso la Ricapitolazione, ossia una tecnica che ci permette di rivedere le nostre esperienze di vita, le nostre convinzioni e i nostri modi di agire.

Ma anche praticando il Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito), che ha le proprie radici nei movimenti fisici ed energetici che ebbero origine nel lignaggio di don Juan migliaia di anni fa, sequenze di movimenti con le quali si richiama la consapevolezza di altre forme di vita. In queste sequenze, si esce per un momento dalla prospettiva umana per dare uno sguardo alla consapevolezza di queste altre creature. Ottenendo in questo modo anche un punto di vista più ampio sulla forma umana e su se stessi. Questa capacità naturale di ‘mutare percezione’, apparteneva un tempo ai nostri primi antenati umani. L’identità umana non era così separata da altre forme di vita. L’uomo antico percepiva il suo mondo come una rete interconnessa di cui si sentiva parte inseparabile, ma alla fine prevalse la ‘separatezza’ ed un’identificazione del ‘sé’ distinto da altri esseri senzienti. Così i veggenti sciamani, volendo toccare nuovamente il potere del mondo interconnesso (un mondo che ancora oggi risiede nei nostri geni), praticarono serie di movimenti che davano loro la possibilità di ritornare a quello stato d’interconnessione.

Oggi si praticano versioni moderne di queste serie, che producono un effetto simile – quello di abbassare le difese, per così dire, della nostra unica identità, il nostro unico modo di essere o rispondere al mondo, rendendoci più fluidi e capaci di percepire ed operare con maggiori possibilità funzionali.

E questo è l’intento del Teatro dell’Infinito come lo conosciamo oggi. Esso ci permette di provare ad indossare altre maschere sociali, ad adottare i soliti ruoli, o le maschere sociali che indossiamo ogni giorno. Ma ci permette anche di “recitare” tali ruoli ancora una volta, cambiando il nostro intento, diverso da quello che avevamo prima. Facendo questo, la nostra consapevolezza cresce e possiamo imparare che noi stessi, come individui, siamo una molteplicità; così come lo è l’Infinito, e troviamo allora meno importante lottare per difendere il nostro consueto singolo ruolo. (brano tratto da un’intervista a Nyei Murez e Renata Murez).

Il Sognare è l’arte di essere presenti: possiamo essere davvero presenti a noi stessi solo se siamo connessi con il nostro veggente interiore, che è collegato all’intelligenza dell’Infinito. E siamo connessi al nostro veggente interiore quando riusciamo a mantenere il nostro Silenzio interiore facendo delle pause nell’arco della giornata per capire dov’è davvero la nostra attenzione. Esercitare l’attenzione per capire consapevolmente dov’è siamo, cosa stiamo facendo e dove vogliamo andare, rafforza la nostra attenzione del sogno, sia quando siamo svegli che quando dormiamo.

Con la pratica di queste tecniche, il praticante è guidato dalla premessa che: ‘L’affetto è la più alta forma di intelligenza’. Affetto verso sé stessi, affetto per gli altri, affetto per la straordinaria bellezza di questo mondo. L’affetto per questo momento.” www.cleargreen.com

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INFO:
Kilian 339 1472393
https://kilianarthran.wordpress.com/
https://it-it.facebook.com/TensegrityItalia
kilian.erthran@gmail.com

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LOCANDINA INCONTRO

 


Facilitatore – Tensegrity Bologna

Kilian Erthran è  facilitatrice certificata di Tensegrity® Livello II in formazione Cleargreen.  Praticante dal 2000 e responsabile del Gruppo Tensegrità Bologna dal 2011, ha seguito e continua un addestramento Cleargreen  che prevede diversi requisiti tra cui  la  conduzione di  Classi per facilitare l’apprendimento dei Passi Magici di Carlos Castaneda e la collaborazione con  Istruttori  e  Facilitatori Cleargreen.  Conosce per esperienza diretta le  molteplici forme e applicazioni della Tensegrità, le cui principali sono:

1) I PASSI MAGICI, movimenti del corpo e respirazioni che ci permettono di recuperare l’energia che altrimenti resterebbe inutilizzata e quella che disperdiamo nelle normali attività della vita quotidiana all’interno della nostra sfera di energia;

2) La RICAPITOLAZIONE, sia come revisione e recupero dell’energia dispersa nelle interazioni lungo le nostre storie personali, sia come rintracciamento dell’energia, o agguato a sé stessi nelle nostre azioni quotidiane, portando il punto di vista del nostro ente di energia nella nostra vita quotidiana;

3) Esercizi dell’arte di SOGNARE in cui trascorriamo momenti sempre più lunghi con il nostro corpo sognante imparando a familiarizzare con lui nella seconda attenzione, nella veglia e nel sonno.

Si occupa inoltre da anni  per ricerca personale del Sognare Tolteco.

Kilian conduce Incontri e Classi Cleargreen presso la Palestra IL FOSSOLO il sabato da settembre a maggio, e Incontri mensili di pratica per Donne presso L’Associazione Armonie. È inoltre disponibile per sessioni private via skype per coloro che pur desiderando praticare Tensegrità non  riescono a partecipare direttamente agli eventi in palestra.  Per ogni informazione contattare direttamente:

Facilitatrice: Kilian Erthran 
WhatsApp
email: kilian.erthran@gmail.com
cell: 3391472393
wordpress: https://tensegritybologna.blog
facebook: https://www.facebook.com/TensegrityBologna/
facebook: https://it-it.facebook.com/killian.erthran
twitter: https://twitter.com/KilianErthran

Classi e Incontri di pratica di Tensegrità CLEARGREEN
Il sabato: ore 16,00-18,00
Palestra di via Neruda 8 – BO

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Se lo desideri puoi fare una donazione a sostegno delle attività di Kilian e del Gruppo di Tensegrità Bologna

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Conferenza sulla Tensegrità di Carlos Castaneda

Conferenza sulla Tensegrità di Carlos Castaneda

un potente metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli sciamani del Messico antico

a Bologna: 19 ottobre 2013 alle h. 11.00

Presso il Laboratorio41 – Via Castiglione 41 Bologna  

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La conferenza sarà tenuta dall’antropologa Maria Capaldi, autrice del saggio: ‘Oltre i limiti del corpo’ e praticante della Tensegrità di Carlos Castaneda da molti anni.

La Tensegrità è la versione moderna dei Passi Magici: movimenti, posizioni del corpo e respirazioni scoperte in ‘sogno’ da uomini e donne sciamani vissuti nell’antico Messico, ed insegnati a Carlos Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs dal loro maestro, don Juan Matus – un indio Yaqui di Sonora, Messico – erede del lignaggio di questi antichi sciamani.

La parola Tensegrity è stata coniata dall’architetto e sognatore R. Buckminster Fuller ed è una combinazione di tensione ed integrità, che Carlos Castaneda vide come la descrizione perfetta della forza trainante dei Passi Magici e del modo di essere che don Juan Matus gli aveva insegnato: dare uguale attenzione a tutte le parti del nostro essere, a tutti gli aspetti delle nostre azioni con gli altri, a tutte le parti della scena in cui ci troviamo a vivere e a come queste parti si relazionano tra loro.

La conferenza consiste in una parte teorica ed una parte pratica in cui i partecipanti interessati potranno sperimentare personalmente gli effetti benefici di questi semplici ma potenti movimenti, sia a livello fisico che energetico. Al pomeriggio alle 16,00 pratica di Tensegrity® con Maria Capaldi presso il gruppo di Bologna, Palestra Il Fossolo, Via Neruda 8.

Nel corso della stessa conferenza ci sarà anche una breve introduzione al prossimo Seminario programmato in Italia dagli istruttori di Cleargreen – un’associazione fondata da Carlos Castaneda per la diffusione della Tensegrità nel mondo – dal titolo: Ritornare alla nostra Essenza: Evolvendo i nostri Accordi, che si terrà a Fiuggi -vicino Roma, il 23 e 24 novembre 2013.  www.cleargreen.com   http://www.tensegrity-italia.com

Il Nagual Carlos Castaneda è stato un antropologo-sciamano conosciuto in tutto il mondo e proprio grazie alla sua fama mondiale, ci sono attualmente moltissime persone, disseminate su tutto il pianeta, che praticano la Tensegrità. C. Castaneda ha iniziato il suo apprendistato sciamanico come studente di antropologia, che voleva fare una tesi di laurea sugli effetti delle piante psicotrope, ma il suo incontro con la ‘conoscenza’, attraverso il Nagual don Juan Matus, si è subito trasformato in una vera e propria iniziazione allo sciamanesimo; di cui racconta nei suoi tredici libri.  

Secondo la cognizione degli antichi sciamani del Messico tutto ciò che esiste nell’universo è duplice, nel senso che ha un doppio gemello, anche l‘essere umano, così com’è ‘visto’ da un veggente, ha un corpo energetico accanto al proprio corpo fisico, o doppio. Diventare consapevoli dell’esistenza del doppio e riavvicinarlo al corpo fisico crea un senso di infinito benessere. E’ quel benessere che abbiamo conosciuto quando siamo nati, quando eravamo tutt’uno con il nostro doppio e che ricerchiamo per tutta la vita, senza mai raggiungerlo… e questo, spesso ci crea un forte senso di disagio che non sappiamo come risolvere. Con la pratica di questo percorso evolutivo chiamato Tensegrità, con i Passi Magici, gli esercizi di agguato e soprattutto con la ricapitolazione, possiamo tornare ad avvicinarci al nostro doppio energetico e a sperimentare l’espansione della consapevolezza che questo comporta.

info:  Maria Capaldi – 338 9163832 –  zoikainosis@yahoo.it

KIlian Erthran – https://kilianarthran.wordpress.com – kilian.erthran@gmail.com


Fiuggi – Evolvere i nostri Accordi

Siamo percettori, tutti.
Un tempo ne eravamo consapevoli…
eravamo collegati e sentivamo ogni essere vivente intorno,
la terra sotto e le stelle sopra.

Evolvere i nostri  Accordi 

Che cos’è un uomo? Che cos’è una donna? 

Seminario di Tensegrity® Cleargreen 

23 e 24 Novembre, 2013  – Fiuggi, 25 Novembre tour Vesuvio e Pompei – Italia

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Acqua che scorre, forti piante in fiore 
e l’ispirazione della vita donata dagli strati alti della terra, 
sentire il magma, nucleo della terra e fuoco del Vesuvio 
e l’antica città di Pompei.
 
 
 Seminario:

La Forma della Sorgente, un’antica serie di passi magici progettata per aiutare a rilasciare ogni battaglia con gli altri, o con noi stessi, e armonizzare i nostri campi dell’essere, maschile e femminile, permettendoci così di ritrovare la Sorgente creativa dentro di noi.

Non dobbiamo cercare lontano per trovare sfide molto reali riguardanti ai nostri accordi sociali sul genere sessuale. Gli accordi tradizionali sembra stiano evolvendo. Una volta  il mondo esterno, ovvero il pubblico, il commercio  e la politica erano dominio degli uomini, mentre il mondo interno, la cura della persona, della casa e della famiglia apparteneva alle donne, ora siamo alla ricerca di un’esperienza più integrata per entrambe i generi,  maschile e  femminile.  Se, in questo clima sociale che cambia, ci sentiamo frustrati a causa di altri che sembra ci riportino indietro, o esercitano su di noi un potere basato sul genere sessuale, oppure ci chiedono di soddisfare aspettative contraddittorie su cosa dovrebbe fare un uomo, o una donna, o che non soddisfano le nostre stesse aspettative, legate al genere sessuale, di sostegno, di protezione, ecc., possiamo ricordare ciò che don Juan disse a Carlos Castaneda:  la nostra battaglia non è contro i nostri compagni esseri umani. Si tratta piuttosto del nostro incontro con l’infinito,  e non è in ultima analisi una battaglia, si tratta piuttosto di una acquiescenza ad un ordine più profondo delle cose, un’ordine che si muove oltre i nostri accordi sociali, verso la nostra vera essenza di esseri creativi, scintille di intelligenza infinita, capaci di portare il “sogno” nella “realtà”.

La parola “accordo” contiene la radice latina “cor” cioè “cuore” e quindi il suo significato è essere un solo cuore. Se si vuole andare oltre la limitazione degli accordi sociali, invece di cercare di correggere o cambiare gli altri, possiamo guardare dentro il nostro cuore, il nostro essere. Il  cuore, la testa, il corpo, lo spirito e tutti i campi dell’essere,  sono in conformità con le nostre proprie decisioni e azioni? Ciò che don Juan disse ai suoi studenti può essere una guida: al livello dell’energia che fluisce nell’universo – nessuno ci ferma realmente dal raggiungere la completezza. Nessuno fa qualcosa a qualcuno. Siamo noi quelli che ripetono le storie di limitazione a noi stessi, creando una nebbia che le rende insormontabili, e una unica realtà possibile.

Con il Teatro dell’Infinito rappresenteremo ed evolveremo alcune scene dei nostri momenti significativi legati ai ruoli del genere sessuale. Unitevi a noi in questo seminario nella Forma della Sorgente ed al Teatro dell’Infinito per la creazione di una nuova storia, di maggiore accrescimento, edificante, e creare un nuovo accordo nel nostro stesso mondo.

Tour:

Il Seminario sarà seguito da un Tour di un giorno al Vesuvio e a Pompei, città distrutta nel ’79 d. C. da una violenta eruzione dello stesso Vesuvio. Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma: infatti la «gens pompeia» proveniva dagli Oschi, uno dei primi popoli italici. Fu poi conquistata ed abitata dai greci, dagli etruschi, dai sanniti ed infine dai romani. Essendo quindi il risultato della creatività di un insieme di popoli e culture diverse era diventata un importante centro urbano, agricolo, navale, commerciale, architettonico, culturale e cerimoniale. Vi ritroviamo infatti numerosi templi, ricordiamo tra gli altri, quelli di Giove, Apollo, Venere e Iside. I numerosi ritrovamenti di Pompei danno prova di una civiltà che aveva raggiunto un livello di pensiero filosofico e religioso molto sofisticato. Tra le altre cose di notevole interesse Pompei è anche famosa per la sua sontuosa Villa dei Misteri, che secondo alcuni, si riferisce ai Misteri Isiaci, un antichissimo rituale di iniziazione femminile, fedelmente riprodotto in uno degli affreschi meglio conservati. Altra struttura di notevole interesse è l’Anfiteatro di Pompei, ( tra l’altro, meraviglioso scenario, insieme al Vesuvio, dello straordinario film-concerto dei Pink-Floyd: Echoes / Live at Pompeii). E su una colonna della Grande Palestra, non distante dall’Anfiteatro è stato rinvenuto uno dei ‘quadrati magici’ più interessanti dell’alchimia.

Fiuggi:

Fiuggi è un piccolo centro immerso nella natura, con boschi e montagne tutt’intorno.  E’ famoso sin dall’antichità per le sue acque termali e frequentato da personaggi illustri. Come luogo di cura e villeggiatura. La zona di Fiuggi è conosciuta per le sue squisite specialità culinarie.  La sala del Seminario è in un Centro Termale ed è situata in un bellissimo parco.  Le terme a novembre saranno chiuse al pubblico e quindi fruibili solo dai praticanti.  Specificamente per questo evento abbiamo scelto la zona di Fiuggi, in Italia. In una grande sala per il Seminario, situata su una polla di acqua minerale naturale, a pochi metri di profondità, di cui una parte confluisce nella nostra sede attraverso una fontana. La sala è circondata da un accogliente parco di alberi ad alto fusto, con fiori colorati e dove si può sentire il canto degli uccelli. Così avremo tutte le opportunità per ‘lasciar andare’ con fluidità ed entrare, ancora una volta, con maggiore consapevolezza, negli accordi che abbiamo scelto e nel nostro ‘essere’ naturale che è connesso e percettivo.

Alloggi:

Gli Hotel sono molto accoglienti ed i prezzi molto contenuti saranno a disposizione dei soli praticanti. Inoltre, essendo Fiuggi un piccolo centro tutto è facilmente raggiungibile a piedi, camminando solo per qualche minuto.

 
 


Tensegrità – Passi Magici – Bologna

 
dal 22 Settembre 2018 – Il sabato dalle h. 16 alle 18,  in via pablo neruda, 8 –  Bologna

Incontri e Classi di Tensegrità di Carlos Castaneda  –  I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico.

un singolo Incontro € 12,00,

una Classe € 16,00 – quattro Classi € 50,00

richiesta la tessera UISP – Il Fossolo  € 16,00

 Info Kilian

La Tensegrità è la versione rielaborata di alcuni movimenti chiamati passi magici che furono sviluppati dagli sciamani messicani fin da epoca precolombiana, un gruppo di uomini e donne veggenti che intraprese un viaggio per accrescere la conoscenza espandendo i limiti della percezione umana. Essi scoprirono tutta una vasta serie di posizioni corporee per ripristinare l’energia all’interno della sfera luminosa del corpo energetico, producendo nuovi e inconcepibili stati di benessere e consapevolezza. Carlos Castaneda, Taisha Abelar, Florinda Donner-Grau, e Carol Tiggs, insieme al suo gruppo e agli Istruttori di Cleargreen, crearono la Tensegrità. Una struttura energetica, sobria, fluida e dinamica, che racchiude ogni insegnamento ricevuto e si espande in ogni direzione. Non c’è più un lignaggio di un gruppo di guerrieri, ma moltissime e svariate persone, guerrieri navigatori di questa era moderna che continuano il viaggio verso la consapevolezza. Si può arrivare alla Tensegrità leggendo i libri, praticando i Passi Magici, frequentando i seminari e le lezioni dei Facilitatori, frequentando gruppi di pratica, ed in altri modi. Tutti i passi magici descritti da Castaneda o dai Facilitatori sono efficaci, risvegliano l’energia dei tendini, il tendere e rilasciare, l’azione e l’abbandono, tensione ed integrità, ed ogni passo o forma ha uno specifico intento.

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Praticandoli si ridistribuisce l’energia nella sfera luminosa, si muove il punto di assemblaggio e possiamo percepire nuove informazioni e nuovi sogni, entrare nella seconda attenzione, migliorando noi stessi.  I passi magici portano alla consapevolezza che ogni cosa, invece di essere una catena ininterrotta di oggetti è una corrente, un flusso. Siamo abituati a percepire nella vita quotidiana il mondo come qualcosa di scontato che si muove come si muove una catena ininterrotta di esseri con una consistenza materiale che ci sono, esistono, inspiegabilmente, senza connessione, e senza spiegazione. Viviamo immersi in un mondo di materia dove gli oggetti sono una catena ininterrotta che ha o, solo lo scopo di soddisfare le nostre esigenze o, non ha senso alcuno.

11101076_819802628096666_4180498916149817294_oLa pratica dei passi magici ci porta alla consapevolezza non solo che non è così ma anche che sta cambiando il nostro modo di percepire. Non siamo circondati da una catena ininterrotta di oggetti in sè inspiegabile o insignificante. Questa percezione di un flusso o armonia tra gli esseri che compongono questo universo può essere un primo passo verso la seconda attenzione.

Gli strumenti di interconnessione di Tensegrity che ci possono aiutare in questa ricerca sono:

  • Movimenti di Tensegrity®, o Magical Passes®: La versione moderna di movimenti e posizioni del corpo e respirazioni scoperti dai veggenti del Messico antico in stati di consapevolezza chiamatisognare, che aiutano a sintonizzare il proprio corpo energetico, e a ripristinare un sano flusso fisico ed energetico nel proprio essere. Questi sono praticati in silenzio, o danzati con la musica o con i suoni della natura.
  • Revisione della vita o ricapitolazione: Rivedere le proprie esperienze di vita, le supposizioni, ciò a cui si crede e le azioni, con l’ausilio dell’attenzione e del respiro. Si fa per recuperare energia vitale lasciata nelle proprie interazioni, e per assumersi la responsabilità, senza giudizio, per la propria vita.
  • Theater of Infinity® (Il Teatro dell’Infinito): Teatro che è strettamente legato ai passi magici, in particolare a quelli che evocano la consapevolezza di altre forme di vita e le loro interazioni nella realtà, come la balena narvalo, la farfalla, l’uccello, o il lupo. Come una pratica di consapevolezza, è il teatro in cui mettiamo in atto scene della nostra vita, con l’aiuto dei passi magici, e di colleghi attori-testimoni di supporto, permeando quelle scene con la coscienza più estesa che include tutti gli altri esseri senzienti che abitano il mondo in cui viviamo. Questa coscienza dà maggiore contesto alla nostra esperienza umana, e aiuta a rompere la certezza e il giudizio sui ruoli che abbiamo assunto nella vita, come anche su quelli che potremmo aver preso da altri, portandoci più profonda empatia e una maggiore libertà di scelta.
  • L’arte di sognare, l’arte di essere presenti: L’arte di riconoscere nuove possibilità, e di lavorare con il proprio veggente interiore—la nostra bussola interiore, collegata all’intelligenza dell’infinito per portare queste possibilità in essere. Ciò include la pratica di tenere un registro di sogno, e la partecipazione a circoli di sogno, aiutandoci a perfezionare l’attenzione di sogno e a riconoscere che si sta sognando, sia in sonno e che nelle ore di veglia.
  • Silenzio interiore: una pratica quotidiana di fermarsi, di sedersi o sdraiarsi per ascoltare il proprio veggente interiore. E’ di aiuto scrivere il contenuto delle proprie ispirazioni come anche il dialogo, o il monologo, interiore.

Con la pratica di queste tecniche, il navigatore è guidato dalla premessa: L’amore è la più alta forma di intelligenza. L’amore verso sé stessi, amore per gli altri, amore per la straordinaria qualità di questo mondo. L’amore per questo momento.

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 Info Kilian

Introduzione alla Tensegrità

www.cleargreen.com

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