Tensegrità Bologna

I Passi Magici di Carlos Castaneda


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Palestra IL FOSSOLO

Incontri e Classi del  Gruppo Tensegrità Bologna

il sabato: ore 16,00 – 18,00

Palestra IL FOSSOLO – via Neruda 8 Bologna

un singolo Incontro € 12,00,
una Classe € 16,00 – quattro Classi € 50,00

richiesta la tessera UISP – Il Fossolo

 

La palestra si può raggiungere in auto da Viale Lenin e Viale Lincoln, oppure in autobus, N° 25 fermata del Centro Commerciale Il Fossolo.    Info kilian.erthran@gmail.com – cell: 3391472393.

in treno: dalla stazione centrale di Bologna autobus N° 25  Direzione Deposito Due Madonne, Fermata Centro Commerciale IL Fossolo

in auto:  dalla Tangenziale Nord di Bologna direzione Ancona/San Lazzaro di Savena prendi lo svincolo per Castenaso/Ravenna uscita 11bis, alla rotonda prendi la 2ª uscita per viale Ilic Uljanov Lenin, viale Abramo Lincoln, parcheggiare in via Pablo Neruda.

 

 

 

 

LOCANDINA

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Conferenza di Maria Capaldi – 28 settembre – Milano

Conferenza

La Tensegrità di Carlos Castaneda

Data Inizio: 28 settembre 2013 Data Fine: 28 settembre 2013 Ora: 17:30 – 19:00 A cura di:

Maria Capaldi

EVENTO GRATUITO Location: Libreria Esoterica

Indirizzo: Galleria Unione, 1 Milano, Italia 20122 Visualizza Mappa

Un potente metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli sciamani del Messico antico.

La Tensegrità è la versione moderna dei Passi Magici: movimenti, posizioni del corpo e respirazioni scoperte in ‘sogno’ da uomini e donne sciamani vissuti nell’antico Messico, ed insegnati a Carlos Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs dal loro maestro, don Juan Matus – un indio Yaqui di Sonora, Messico – erede del lignaggio di questi antichi sciamani.

La parola Tensegrity è stata coniata dall’architetto e sognatore R. Buckminster Fuller ed è una combinazione di tensione ed integrità, che Carlos Castaneda vide come la descrizione perfetta della forza trainante dei Passi Magici e del modo di essere che don Juan Matus gli aveva insegnato: dare uguale attenzione a tutte le parti del nostro essere, a tutti gli aspetti delle nostre azioni con gli altri, a tutte leparti della scena in cui ci troviamo a vivere e a come queste parti si relazionano tra loro.

La conferenza consiste in una parte teorica ed una parte pratica in cui i partecipanti interessati potranno sperimentare personalmente gli effetti benefici di questi semplici ma potenti movimenti, sia a livello fisico che energetico.

Nel corso della stessa conferenza ci sarà anche una breve introduzione al prossimo Seminario programmato in Italia con gli istruttori di Cleargreen, un’associazione fondata da Carlos Castaneda per la diffusione della Tensegrità nel mondo, che si terrà a Fiuggi -vicino Roma, il 23 e 24 novembre 2013. (http://www.cleargreen.com )

Il Nagual Carlos Castaneda è stato un antropologo-sciamano conosciuto in tutto il mondo e proprio grazie alla sua fama mondiale, ci sono attualmente moltissime persone, disseminate su tutto il pianeta, che praticano la Tensegrità.

Carlos Castaneda ha iniziato il suo apprendistato sciamanico come uno studente di antropologia, che voleva fare una tesi di laurea sugli effetti delle piante psicotrope, ma il suo incontro con la ‘conoscenza’, attraverso il Nagual don Juan Matus, si è subito trasformato in una vera e propria iniziazione allo sciamanesimo; di cui racconta nei suoi tredici libri. Questo è quello che, in qualche misura, è accaduto anche alla relatrice di questa conferenza, Maria Capaldi, che, dopo aver letto i libri e deciso di fare una tesi di laurea sui testi di Carlos Castaneda, ha iniziato a praticare la Tensegrità, diversi anni fa e non ha più smesso. Ed anche la sua tesi di laurea, ripercorrendo le orme del Nagual, è poi diventata il libro: ‘Oltre i limiti del corpo’ – il sogno del Nagual e il corpo energetico nell’esperienza di Carlos Castaneda.

Secondo la cognizione degli antichi sciamani del Messico tutto ciò che esiste nell’universo è duplice, nel senso che ha un doppio gemello, anche l‘essere umano, così com’è ‘visto’ da un veggente, ha un corpo energetico accanto al proprio corpo fisico, o doppio. Diventare consapevoli dell’esistenza del doppio e riavvicinarlo al corpo fisico crea un senso di infinito benessere. E’ quel benessere che abbiamo conosciuto quando siamo nati, quando eravamo tutt’uno con il nostro doppio e che ricerchiamo per tutta la vita, senza mai raggiungerlo… e questo, spesso ci crea un forte senso di disagio che non sappiamo come risolvere. Con la pratica di questo percorso evolutivo chiamato Tensegrità, con i Passi Magici, gli esercizi di agguato e soprattutto con la ricapitolazione, possiamo tornare ad avvicinarci al nostro doppio energetico e a sperimentare l’espansione della consapevolezza che questo comporta.


Un’intervista a Jim Morris

LA TENSEGRITA’ DI CARLOS CASTANEDA

conduttore del prossimo EVENTO DI TENSEGRITA’ A ROMA

Jim Morris, il cui nome francese è Guilhem Morera, è un Istruttore associato di Tensegrità e l’autore del libro: «La cartomanzia degli antichi Magi». Jim ha iniziato a praticare la Tensegrità nel 1998. Ora lavora come co-organizzatore di eventi per Cleargreen e collabora regolarmente con loro nei Seminari di Tensegrità e nelle Pratiche Intensive in Europa.

Può parlarci un po di lei e di come ha scoperto la Tensegrità?

Ho scopertto i libri di Carlos Castaneda quando avevo 20 anni e questo ha rivoluzionato la mia vita.

Sono rimasto agganciato alla descrizione della realtà che lui proponeva. Il maestro di Carlos Castaneda, un indio Yaqui della provincia di Sonora in Messico e di Yuma in Arizona, conosciuto con il nome di don Juan Matus, diceva che il cambiamento deve avvenire prima all’interno di noi stessi e che se non vogliamo sentirci come delle foglie portate dal vento, dobbiamo prenderci la responsabilità dei nostri atti. Egli diceva che qualsiasi cosa noi facciamo in questo mondo, sia che siamo vincitori o perdenti, siamo comunque tutti prigionieri di un sistema di interpretazione; ed in ogni caso viviamo tutti nel passato, in quello che è stato, ma mai nel momento presente.

Dopo di lui, per il seguito di Carlos Castaneda: Florinda Donner Grau, Taisha Abelar, Carol Tiggs ed i veggenti del suo lignaggio, la nostra essenza è diventare degli esseri percettori e la vera libertà è la libertà di percezione.

Una notte, mentre leggevo uno di questi libri la mia coscienza si è sfocata ed io mi sono ritrovato in un cielo immenso, circondato da nuvole di energia che fluttuavano. Ero pura consapevolezza, sentivo la pressione dell’Infinito ed avevo paura. Mi sono risvegliato con la sensazione che tutto ciò di cui parlava don Juan era vero. Esiste un altro anello di realtà dove nascono i miti, un altro regno dell’esistenza al quale possiamo accedere con la nostra consapevolezza…

la vita non si riduce ad agitarsi per i soldi, alla ricerca dell’amore perfetto, alla competizione per essere il migliore, a provare di salvare o cambiare il mondo… Ci sono altre cose, c’è un potere più grande nell’universo. Potevo sentirlo e dovevo semplicemente riconoscerlo.

Di colpo tutto tornava a posto. Non dovevo più portare il fardello del mondo intero, nè combattere per cercare di cambiare il mondo, ben sapendo che i miei sforzi sarebbero comunque stati vani…

Il mio viaggio nella Tensegrità è iniziato in quel momento, qualcosa si era risvegliato dentro di me.

Era quella parte di noi stessi che gli sciamani-veggenti chiamano il ‘corpo di energia’. Un doppio di noi stessi fatto di pura energia che è direttamente connesso a tutto ciò che esiste. Avevo scoperto che in questo mondo c’è più di quello che l’occhio può vedere, che l’invisibile agisce sul visibile e che con il potere del nostro intento possiamo influire sulla costruzione della realtà.

Come descriverebbe la Tensegrità alle persone che non la conoscono?

Direi che la Tensegrità è l’applicazione pratica e moderna degli insegnamenti degli sciamani dell’antico Messico a cui appartiene il lignaggio di don Juan Matus. La Tensegrità ci permette di pulire ed equilibrare la nostra vita con l’aiuto degli strumenti degli antichi veggenti – i movimenti o Passi Magici; la Ricapitolazione è una pratica che ci aiuta a rivedere alcuni momenti chiave della nostra vita al fine di vedere e comprendere le abitudini che ci governano; degli esercizi di sogno che ci permettono di incrementare il tempo trascorso nella consapevolezza intensa. Tutti questi elementi ci aiutano a raggiungere il nostro corpo di energia affinchè, sia mentre dormiamo che quando siamo svegli, possiamo disporre completamente della nostra migliore energia.

Riassumendo: la Tensegrità è un’arte di navigazione completa per questo viaggio di consapevolezza che noi chiamiamo la nostra vita, sia nella consapevolezza quotidiana che in altri livelli di consapevolezza. E’ il sogno dei veggenti di questo lignaggio ininterrotto per quanti di noi sceglieranno di viaggiare su questo percorso.

Cosa le ha dato la pratica della Tensegrità?

La prima cosa che ho sperimentato con la pratica dei movimenti e delle respirazioni di Tensegrità è uno stato di presenza e di benessere che il mio corpo non aveva mai sentito prima.

I Passi Magici mi hanno aiutato a connettermi con la consapevolezza della Terra, delle Stelle e di altre creature viventi… il mio corpo lo è tutt’ora. Essi mi hanno aiutato ad interrompere il flusso delle mie preoccupazioni, hanno portato in me il silenzio, mi hanno aiutato a sentire il mio corpo di energia, mi ha fatto ritrovare la sensazione della fiducia, della gioia, la percezione degli altri esseri e del mondo che mi circonda.

Grazie alla ricapitolazione delle scene più importanti della mia vita ho avuto modo di ripulire il mio rapporto con i miei genitori. Invece di vedere la mia esistenza iniziare alla mia nascita, cioè, al posto di vedere tutto a partire da me, ho capito tante cose su di loro e sui loro antenati. Con questa pratica sono arrivato alla conclusione che non dovevo giudicare i miei genitori perchè loro avevano solo fatto del loro meglio con quello che avevano ereditato dalle generazioni precedenti, ed ho finito per sentire una compassione immensa per tutti i miei predecessori e molta gratitudine per tutti coloro che mi hanno aiutato ed incoraggiato nella mia vita.

Questa combinazione di movimenti e ricapitolazione mi ha aiutato a connettermi con il mio corpo di energia, il che mi ha permesso di sognare e di far entrare qualcosa di nuovo nella mia vita. Durante il periodo in cui ho vissuto a Los Angeles ho sentito parlare della sienza sacra nascosta nel gioco delle 52 carte ed ho immediatamente sentito una profonda connessione con questa conoscenza. Questa scoperta mi ha portato ad un viaggio nel corso del quale ho conosciuto molti guaritori; ed è culminata con la scrittura di un libro: «La Cartomanzia degli Antichi Magi».

Possiamo veramente dire che la Tensegrità mi ha aiutato a trovare e a manifestare la passione della mia vita. Prima di conoscere la Tensegrità sono stato un giovane tipico, sempre confuso e alla ricerca di una direzione; con la Tensegrità ho trovato una direzione, la mia direzione, quella che corrisponde al mio cuore e alle mie reali risorse energetiche.

Com’è stato coinvolto in Cleargreen e qual’è stata la sua esperienza diretta di lavoro con gli apprendisti di Carlos Castaneda?

Il mio coinvolgimento in Cleargreen è avvenuto poco a poco nell’arco di molti anni per via del mio impegno in questa pratica. Don Juan aveva quattro apprendisti: Carlos Castaneda, Taisha Abelar, Florinda Donner Grau e Carol Tiggs, e la mia esperienza di lavoro con gli apprendisti dei quattro apprendisti di don Juan è stata molto intensa. Quando li ho visti la prima volta in alcuni Seminari internazionali, sono rimasto colpito per il sostegno che ho sentito venire da loro. E quando poi mi sono trasferito a Los Angeles questo sentimento si è intensificato.

Prima di allora non ero abituato a sentire un tale sostegno per il mio essere. Con gli altri, sia con la mia famiglia, che nelle diverse situazioni di lavoro che conoscevo, avevo sempre e soltanto conosciuto persone in competizione tra di loro. Il cui scopo era quello di rafforzare l’immagine di loro stessi, di sminuirsi in diversi modi gli uni con gli altri, o permettendo di essere sminuiti perchè attratti dal ruolo della vittima.

Quello che ho sperimentato con gli apprendisti degli apprendisti di don Juan Matus è un intento che non è allineato con delle preoccupazioni personali ma con l’intento dell’Infinito, un intento molto astratto, debordante di generosità, di gentilezza e compassione.

In che modo crede che la sua vita sia stata infuenzata dalla pratica della Tensegrità?

Come ho già menzionato, in quel momento della mia vita, la pratica della Tensegrità mi ha aiutato a trovare la vera passione della mia vita. A vent’anni lavoravo in Francia in una compagnia teatrale e quando mi sono trasferito negli Stati Uniti ho fatto diversi lavori ed avevo la sensazione di avere cambiato una scena di teatro con il teatro della vita.

Solo recentemente, al mio ritorno in Francia, a poco a poco ho realizzato che il mio ruolo di artista drammatico era finito. Ho capito che quello che avevo amato del teatro era la vita da nomade, il lavorare insieme ad un gruppo di gente ed anche il poter vivere momentaneamente la vita di diversi personaggi. Ma dentro di me la guarigione riecheggiava più profondamente. Per me non si trattava più di essere sulla scena, ma di aiutare, di guidare le altre persone a cambiare la loro vita e a connettersi con lo Spirito. Sentivo che stavo uscendo dalla luce dei proiettori, per così dire, ma nello stesso tempo sapevo la mia posizione non era mai stata così ancorata. Quello che facevo nella vita non era più basato sul mio desiderio di essere ammirato o sulla mia paura di non avere abbastanza, ma sulla gioia e l’apertura di cuore che avevo sentito con la Tensegrità e che sperimento ora ogni volta che lavoro con qualcuno nell’ambito della guarigione.

Essere al servizio e facilitare gli strumenti dell’evoluzione della consapevolezza va oltre me stesso ed uso questo sentimento di gioia come una bussola. Sento che ho trovato il mio cammino con un cuore, ed è il mio cammino con la Tensegrità che mi ci ha portato.

Sta scrivendo altri libri in questo momento? Quali sono i suoi progetti?

Il mio primo libro è un manuale sull’antica e sacra scienza della divinazione, della conoscenza di se stessi contenuta nel gioco delle 52 carte, ed ogni giorno sperimento la meraviglia di questa conoscenza, che è talmente profonda e precisa che può aiutare tante persone a crescere e a trasformarsi. Voglio continuare a divulgare questo lavoro ed aiutare la gente ad usarla nella loro vita. In questo momento sto lavorando ad un altro libro riguardo a questa conoscenza, tengo dei wokshop per insegnarla e faccio anche delle consultazioni private.

Lei terrà un Seminario di Tensegrità a Roma il prossimo aprile, potrebbe parlamene?

In questo Seminario, grazie al silenzio, che è la porta per il mondo dell’energia, potremo trovare un nuovo punto di vista ed una nuova direzione riguardo a qualche problema della nostra vita.

Durante quest’evento esploreremo e svilupperemo le nostre poblematiche con l’aiuto dell’arte dei veggenti chiamata il Teatro dell’Infinito, uno strumento presentato per la prima volta in Europa nel nostro precedente Seminario di Londra, nel novembre del 2012, organizzato dal Concord Institute in collaborazione con Cleargreen.

Il silenzio aquisito con la rapprentazione teatrale ci aiuta a liberarci dei ruoli che siamo abituati a recitare. Grazie a questo silenzio potremo connetterci agli elementi – all’acqua, alle piante, ai minerali, alle stelle – e sentiremo, esploreremo e riceveremo delle risposte e dei nuovi punti di vista.

Infine potremo percepire la nostra connessione con gli altri e saremo parte di un cerchio per da dare e ricevere.

Quest’evento è indirizzato sia ai praticanti esperti che ai principianti, ed è un’introduzione al prossimo Seminario che si terrà in Europa, che avrà luogo ad Amsterdam.

Quale consiglio pratico darebbe ad una persona che vorrebbe portare la Tensegrità nella sua vita di tutti i giorni?

Come per tutte le cose, il segreto è nella pratica, se vogliamo portare la Tensegrità nella nostra vita quotidiana dobbiamo iniziare ad informarci su quest’argomento, a conoscerlo. Possiamo andare a vedere il sito internet di Cleargreen, i DVD, o partecipare ad un evento di Tensegrità; in questo momento ce ne sono tanti e di diversi tipi. Una volta al mese c’è una Classe di Tensegrità che è tenuta in diretta, via internet, dallo studio di Los Angeles di Cleargreen; e presto saranno disponibili anche in streaming. Ci sono anche delle Serie di Classi locali di Tensegrità tenute dai Facilitatori di Tensegrità in formazione in tutti i gruppi di pratica del mondo. E tutti questi eventi conducono ai nostri Seminari, che sono degli avvenimenti più importanti. Il prossimo in Europa ci sarà nella regione di Schoorl, vicino Amsterdam, il 28 e il 30 giugno. Che sarà seguito da una giornata trascorsa in bicicletta, alla scoperta della quiete delle dune di sabbia in uno stato di consapevolezza intensa, insieme agli altri praticanti di Tensegrità.

Qualunque sia il modo in cui vi avvicinate alla Tensegrità, una pratica giornaliera di qualche minuto al giorno o notte, vi aiuterà enormemente a restare in connessione con la vostra essenza energetica e con la forza chiamata lo Spirito.

Intervista di Sadia Nassim per il Concord Institute


Affilatissimo Intento

“Solleva nugoli di polvere con i piedi,” mi ordinò “sentiti enorme e massiccio.”

Provai e immediatamente ebbi un senso di imponenza. In tono scherzoso osservai che il suo potere di suggestione era incredibile e mi sentivo davvero gigantesco e feroce. Mi assicurò che il mio senso delle dimensioni non era prodotto dalla suggestione ma dallo spostamento del mio punto di unione.

Raccontò che gli uomini dell’antichità erano entrati nella leggenda perché dalla conoscenza silenziosa avevano appreso del potere che si poteva ottenere spostando il punto d’unione. In scala ridotta, gli stregoni avevano ricatturato quell’antico potere. Muovendo il punto di unione riuscivano a manipolare le sensazioni e a cambiare le coseIo stavo cambiando le cose sentendomi grosso e violento.

I sentimenti trattati così prendevano il nome di intento.

( C.C. Il potere del silenzio, la manovrabilità dell’intento – il terzo punto)

La possibilità di attivare quella forza universale che è l’intento è basata sul sentimento del mondo.   La volontà o la determinazione dell’io piccolo di per sè non sono sufficienti, in quanto nella vita quotidiana sono di solito sviluppate in una situazione di separazione dal mondo.   Il guerriero trova la sua completezza nel sentire e percepire il mondo fino a raggiungere un profondo coinvolgimento, nell’essere qui ed ora, il sentimento del mondo.  Raggiunto tale sentimento la sua volontà può divenire la volontà dell’aquila.

Nelle citazioni tratte da Una realtà separata, comincia a rivelarsi con straordinaria chiarezza l’atteggiamento che gli sciamani adottavano in ogni loro impresa intenzionale. Lo stesso Don Juan sottolineò che, per i praticanti moderni, l’aspetto più interessante del mondo era la consapevolezza nitida che avevano raggiunto in merito alla forza universale che essi definivano intento. Secondo gli antichi sciamani, il legame tra ognuno di quegli uomini e tale forza era così netto e preciso 

da consentire loro d’influenzare le cose a proprio piacimento.

Secondo Don Juan, chiunque manifestasse anche il minimo interesse per il mondo degli antichi sciamani, veniva immediatamente  attirato nel cerchio del loro intento affilatissimo. Esso, sosteneva, era una realtà incommensurabile che nessuno di noi potrebbe mai contrastare. Inoltre, aggiungeva, non c’era alcuna necessità di combatterlo, dato che era l’unica cosa che contasse. Era l’essenza del mondo di quegli antichi sciamani, il mondo a cui i praticanti moderni ambivano sopra ogni altra cosa.

 (C.C. La Ruota del Tempo, 66)

(rielaborazione di Kilian Erthran)

 


La vivente connessione

Nella mia continua rilettura dei testi di Castaneda trovo sempre qualcosa di nuovo che non avevo colto nella lettura precedente. Un passo de Il potere del silenzio mi ha da poco illuminato, finalmente ho capito! Ho capito che cosa è l’intento. O meglio diciamo che ho trovato una spiegazione che fosse per me accettabile di che cosa è l’intento. Non che non l’avessi già letta precedentemente (leggo i libri di Castaneda da più di dieci anni), ma adesso le parole risuonano (vibrano) con il mio sentire. E questo mi fa sentire illuminato (sono una donna ma qui il verbo non può che essere al maschile/neutro). Quante volte negli ultimi dieci anni mi sono ripetuta quella frase di don Juan ” l’ universo è una entità indifferente e la cosa migliore che un guerriero possa fare è almeno tentare di essere tanto indifferente quanto esso “. All’inizio la ripetevo perchè mi dava forza nelle mie rodomontiche lotte per resistere alla follia, in seguito perché avevo capito che di quella frase si sarebbe potuto cogliere tutto il senso soltanto intendendo l’ universo come un’entità consapevole. Sicchè andrebbe intesa ” l’universo è un’entità consapevole e indifferente ” e il nostro vivere e le nostre azioni sono immerse in esso o anche sono parte di esso. Quindi di quello che faccio, sento, penso, agisco, vivo, c’è qualcosa che ha sempre consapevolezza. La portata di questa comprensione è stata per me notevole. Per dirla in termini semplici ha rivoltato la mie prospettive come un calzino, dando un senso completamente diverso al mio esserci, al mio essere qui su questa terra, al mio percorso di vita, alle mie azioni, alle mie lotte.

In tutti questi anni come praticante di tensegrità sapevo che cosa era l’intento ma al tempo stesso non lo sapevo, si trattava di una forza a cui fare appello, una sorta di accesso, ma in questo mio modo di mettere le cose non ne coglievo a pieno il significato.

Né ‘Il potere del silenzio’ a un certo punto si parla dei modi di pensare razionali degli sciamani primitivi.

A un esame più attento, però, apparve evidente che quello che loro chiamavano allineamento delle emanazioni dell’Aquila non spiegava interamente quel che loro vedevano. Avevano notato che solo una porzione molto piccola del totale dei filamenti luminosi, all’interno del bozzolo, si caricava di energia, mentre il resto rimaneva inalterato. Vedere quei pochi filamenti carichi di energia aveva creato una falsa scoperta. I filamenti non avevano bisogno di essere allineati per _accendersi_, perché quelli all’interno del bozzolo erano uguali a quelli all’esterno. Ciò che li caricava di energia era decisamente una forza indipendente. Sentirono che non potevano chiamarla consapevolezza, come avevano fatto fino ad allora, perché la consapevolezza era lo splendore dei campi di energia che si accendevano. Così la forza che accendeva i campi fu chiamata volontà.

Don Juan aveva detto che quando il loro vedere era diventato ancora più sofisticato ed efficace,

si erano accorti che la volontà era la forza che teneva separate le emanazioni dell’Aquila ed era responsabile non solo della nostra consapevolezza ma di ogni componente dell’universo. Videro che questa forza aveva la consapevolezza totale e scaturiva da quegli stessi campi di energia che formavano l’universo. …

Sta parlando della volontà dell’essere umano, della volontà di ognuno di noi. Il che significa cha la nostra volontà è una frazione, per quanto piccola, dell’universo. Cioè il nostro essere qui è un compito, o una sfida se vogliamo, che ci ha assegnato l’universo. Ma c’è ancora di più, la volontà, l’intento proprio perciò sono l’accesso al potere. Insomma l’intento è qualcosa di fondante, una sorta di principio o legge dell’universo, e per questo la volontà del guerriero, un essere consapevole, traccia un cammino di potere.

Decisero allora che intento era più approfondito che volontà. Alla lunga, tuttavia, il nome risultò svantaggioso perché non manifestava la sua straordinaria importanza né la vivente connessione che aveva con le componenti dell’universo.

Don Juan aveva asserito che il nostro grande errore collettivo era di vivere le nostre esistenze senza tenere in alcun conto quella connessione. L’operosità delle nostre esistenze, e poi spietati interessi, preoccupazioni, speranze, frustrazioni e paure avevano la precedenza e, vivendo alla giornata non ci si accorgeva di essere legati a tutto il resto.

Don Juan aveva esternato la propria convinzione che l’idea cristiana della cacciata dall’Eden pareva un’allegoria della perdita della nostra conoscenza silenziosa, la conoscenza dell’intento. La magia era un ritorno ai primordi, un ritorno al Paradiso. …

L’ Intento è la vivente connessione.

  (autrice Kilian Erthran,  marzo 2013)


Il Suono della Vita

Il suono della vita

Ascolta il suono dell’oceano

Il magico richiamo della Terra

Ascolta il suono del vento e della pioggia

La conoscenza dei secoli di vita

Ascolta il flusso dei fiumi

Il respiro delle montagne e degli alberi

Il sorgere al mattino del sole nascente

Il silenzio notturno delle stelle lucenti

Acqua e oro è la vita

Che mi invita sempre più

Ad ogni passo in nuovi mondi

Con tutta la meraviglia in nuovi sguardi

Ascolta il suono del canto della vita

Che anticipa orizzonti nuovi

In cui i nostri sogni sono veri

Ascolta il battito del suo cuore

Ascolta il suono della vita

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