Tensegrità Bologna

I Passi Magici di Carlos Castaneda


Sabato 17 agosto – Tensegrità

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Incontro di pratica di Tensegrità

I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico

La musica dell’infinito – Gruppo di Tensegrità – Bologna  kilian.erthran@gmail.com
 Sabato 17 agosto 2013

appuntamento alle 16,00 

Entrata Parco Talon Bologna

 

7532028

Entrata Talon tra Via dei Bregoli e Via Panoramica

Condizioni climatiche permettendo praticheremo all’interno del Parco Talon, in caso di pioggia l’incontro verrà sospeso. Mezzo di trasporto autobus N° 20 – direzione Casalecchio – fermata Parco della Chiusa di Casalecchio o anche Parco  Talon. Per chi viene in auto l’entrata è dalla Via Panoramica venendo da Via Porrettana direzione Casalecchio.  L’appuntamento è alle 16.00 all’entrata del Parco, esattamente tra Via dei Bregoli e Via Panoramica, in seguito per la pratica ci sposteremo all’interno di uno dei prati del parco. Abiti a strati e tappetino o altro per sedersi a terra.

Introduzione alla Tensegrità


Sabato 6 luglio – Tensegrità

1016524_395568900559518_1372798405_nIncontro di pratica di Tensegrità

I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico

La musica dell’infinito – Gruppo di Tensegrità – Bologna  kilian.erthran@gmail.com
 Sabato 6 luglio 2013

appuntamento alle 17,00 

Entrata Parco Talon Bologna

 

7532028

Entrata Talon tra Via dei Bregoli e Via Panoramica

Condizioni climatiche permettendo praticheremo all’interno del Parco Talon, in caso di pioggia l’incontro verrà sospeso. Mezzo di trasporto autobus N° 20 – direzione Casalecchio – fermata Parco della Chiusa di Casalecchio o anche Parco  Talon. Per chi viene in auto l’entrata è dalla Via Panoramica venendo da Via Porrettana direzione Casalecchio.  L’appuntamento è alle 17.00 all’entrata del Parco, esattamente tra Via dei Bregoli e Via Panoramica, in seguito per la pratica ci sposteremo all’interno di uno dei prati del parco. Abiti a strati e tappetino o altro per sedersi a terra.

Introduzione alla Tensegrità


Sabato 11 maggio – Tensegrità

La musica dell’infinito – Gruppo di Tensegrità – Bologna  kilian.erthran@gmail.com

Incontro di pratica di Tensegrità

I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico

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 Sabato 11 maggio 2013

appuntamento alle 16,00 

Entrata Parco Talon Bologna

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7532028

Entrata Talon tra Via dei Bregoli e Via Panoramica

Condizioni climatiche permettendo praticheremo all’interno del Parco Talon, in caso di pioggia l’incontro verrà sospeso. Mezzo di trasporto autobus N° 20 – direzione Casalecchio – fermata Parco della Chiusa di Casalecchio o anche Parco  Talon. Per chi viene in auto l’entrata è dalla Via Panoramica venendo da Via Porrettana direzione Casalecchio.  L’appuntamento è alle 16.00 all’entrata del Parco, esattamente tra Via dei Bregoli e Via Panoramica, in seguito per la pratica ci sposteremo all’interno di uno dei prati del parco. Abiti a strati e tappetino o altro per sedersi a terra.

Introduzione alla Tensegrità


Sabato 16 marzo – Tensegrità

La musica dell’infinito – Gruppo di Tensegrità – Bologna – kilyan@live.it 

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Incontro di pratica di Tensegrità

I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico

 Sabato 16 marzo 2013

17,00 – 19,00

via del pallone 8 Bologna

(si accede al centro sociale di via del pallone 8 salendo i gradini esterni, una volta entrati scendere un paio di gradini a sinistra e poi alcuni a destra, abiti comodi, scarpe da ginnastica, costo  € 5  )

 

La Tensegrità è  la versione rielaborata di alcuni movimenti chiamati passi magici che furono sviluppati dagli sciamani messicani fin da epoca precolombiana, un gruppo di uomini e donne veggenti che intraprese un viaggio per accrescere la conoscenza espandendo i limiti della percezione umana. Essi scoprirono tutta una vasta serie di posizioni corporee per ripristinare l’energia all’interno della sfera luminosa del corpo energetico, producendo nuovi e inconcepibili stati di benessere e consapevolezza. Carlos Castaneda, Taisha Abelar,  Florinda Donner-Grau e  Carol Tiggs, insieme al suo gruppo e agli Istruttori Cleargreen, crearono la Tensegrità. Tutti i passi magici descritti da Castaneda o dagli Istruttori sono efficaci,  risvegliano l’energia dei tendini, il tendere e rilasciare, promuovono una relazione bilanciata tra tensione ed integrità, azione e riposo, ed ogni passo ha uno specifico intento. Praticandoli si ridistribuisce l’energia nella sfera luminosa, si muove il punto di assemblaggio e possiamo percepire nuove informazioni e nuovi sogni, migliorando noi stessi, recuperando la nostra integrità energetica.

Introduzione alla Tensegrità

 


Affilatissimo Intento

“Solleva nugoli di polvere con i piedi,” mi ordinò “sentiti enorme e massiccio.”

Provai e immediatamente ebbi un senso di imponenza. In tono scherzoso osservai che il suo potere di suggestione era incredibile e mi sentivo davvero gigantesco e feroce. Mi assicurò che il mio senso delle dimensioni non era prodotto dalla suggestione ma dallo spostamento del mio punto di unione.

Raccontò che gli uomini dell’antichità erano entrati nella leggenda perché dalla conoscenza silenziosa avevano appreso del potere che si poteva ottenere spostando il punto d’unione. In scala ridotta, gli stregoni avevano ricatturato quell’antico potere. Muovendo il punto di unione riuscivano a manipolare le sensazioni e a cambiare le coseIo stavo cambiando le cose sentendomi grosso e violento.

I sentimenti trattati così prendevano il nome di intento.

( C.C. Il potere del silenzio, la manovrabilità dell’intento – il terzo punto)

La possibilità di attivare quella forza universale che è l’intento è basata sul sentimento del mondo.   La volontà o la determinazione dell’io piccolo di per sè non sono sufficienti, in quanto nella vita quotidiana sono di solito sviluppate in una situazione di separazione dal mondo.   Il guerriero trova la sua completezza nel sentire e percepire il mondo fino a raggiungere un profondo coinvolgimento, nell’essere qui ed ora, il sentimento del mondo.  Raggiunto tale sentimento la sua volontà può divenire la volontà dell’aquila.

Nelle citazioni tratte da Una realtà separata, comincia a rivelarsi con straordinaria chiarezza l’atteggiamento che gli sciamani adottavano in ogni loro impresa intenzionale. Lo stesso Don Juan sottolineò che, per i praticanti moderni, l’aspetto più interessante del mondo era la consapevolezza nitida che avevano raggiunto in merito alla forza universale che essi definivano intento. Secondo gli antichi sciamani, il legame tra ognuno di quegli uomini e tale forza era così netto e preciso 

da consentire loro d’influenzare le cose a proprio piacimento.

Secondo Don Juan, chiunque manifestasse anche il minimo interesse per il mondo degli antichi sciamani, veniva immediatamente  attirato nel cerchio del loro intento affilatissimo. Esso, sosteneva, era una realtà incommensurabile che nessuno di noi potrebbe mai contrastare. Inoltre, aggiungeva, non c’era alcuna necessità di combatterlo, dato che era l’unica cosa che contasse. Era l’essenza del mondo di quegli antichi sciamani, il mondo a cui i praticanti moderni ambivano sopra ogni altra cosa.

 (C.C. La Ruota del Tempo, 66)

(rielaborazione di Kilian Erthran)

 


La vivente connessione

Nella mia continua rilettura dei testi di Castaneda trovo sempre qualcosa di nuovo che non avevo colto nella lettura precedente. Un passo de Il potere del silenzio mi ha da poco illuminato, finalmente ho capito! Ho capito che cosa è l’intento. O meglio diciamo che ho trovato una spiegazione che fosse per me accettabile di che cosa è l’intento. Non che non l’avessi già letta precedentemente (leggo i libri di Castaneda da più di dieci anni), ma adesso le parole risuonano (vibrano) con il mio sentire. E questo mi fa sentire illuminato (sono una donna ma qui il verbo non può che essere al maschile/neutro). Quante volte negli ultimi dieci anni mi sono ripetuta quella frase di don Juan ” l’ universo è una entità indifferente e la cosa migliore che un guerriero possa fare è almeno tentare di essere tanto indifferente quanto esso “. All’inizio la ripetevo perchè mi dava forza nelle mie rodomontiche lotte per resistere alla follia, in seguito perché avevo capito che di quella frase si sarebbe potuto cogliere tutto il senso soltanto intendendo l’ universo come un’entità consapevole. Sicchè andrebbe intesa ” l’universo è un’entità consapevole e indifferente ” e il nostro vivere e le nostre azioni sono immerse in esso o anche sono parte di esso. Quindi di quello che faccio, sento, penso, agisco, vivo, c’è qualcosa che ha sempre consapevolezza. La portata di questa comprensione è stata per me notevole. Per dirla in termini semplici ha rivoltato la mie prospettive come un calzino, dando un senso completamente diverso al mio esserci, al mio essere qui su questa terra, al mio percorso di vita, alle mie azioni, alle mie lotte.

In tutti questi anni come praticante di tensegrità sapevo che cosa era l’intento ma al tempo stesso non lo sapevo, si trattava di una forza a cui fare appello, una sorta di accesso, ma in questo mio modo di mettere le cose non ne coglievo a pieno il significato.

Né ‘Il potere del silenzio’ a un certo punto si parla dei modi di pensare razionali degli sciamani primitivi.

A un esame più attento, però, apparve evidente che quello che loro chiamavano allineamento delle emanazioni dell’Aquila non spiegava interamente quel che loro vedevano. Avevano notato che solo una porzione molto piccola del totale dei filamenti luminosi, all’interno del bozzolo, si caricava di energia, mentre il resto rimaneva inalterato. Vedere quei pochi filamenti carichi di energia aveva creato una falsa scoperta. I filamenti non avevano bisogno di essere allineati per _accendersi_, perché quelli all’interno del bozzolo erano uguali a quelli all’esterno. Ciò che li caricava di energia era decisamente una forza indipendente. Sentirono che non potevano chiamarla consapevolezza, come avevano fatto fino ad allora, perché la consapevolezza era lo splendore dei campi di energia che si accendevano. Così la forza che accendeva i campi fu chiamata volontà.

Don Juan aveva detto che quando il loro vedere era diventato ancora più sofisticato ed efficace,

si erano accorti che la volontà era la forza che teneva separate le emanazioni dell’Aquila ed era responsabile non solo della nostra consapevolezza ma di ogni componente dell’universo. Videro che questa forza aveva la consapevolezza totale e scaturiva da quegli stessi campi di energia che formavano l’universo. …

Sta parlando della volontà dell’essere umano, della volontà di ognuno di noi. Il che significa cha la nostra volontà è una frazione, per quanto piccola, dell’universo. Cioè il nostro essere qui è un compito, o una sfida se vogliamo, che ci ha assegnato l’universo. Ma c’è ancora di più, la volontà, l’intento proprio perciò sono l’accesso al potere. Insomma l’intento è qualcosa di fondante, una sorta di principio o legge dell’universo, e per questo la volontà del guerriero, un essere consapevole, traccia un cammino di potere.

Decisero allora che intento era più approfondito che volontà. Alla lunga, tuttavia, il nome risultò svantaggioso perché non manifestava la sua straordinaria importanza né la vivente connessione che aveva con le componenti dell’universo.

Don Juan aveva asserito che il nostro grande errore collettivo era di vivere le nostre esistenze senza tenere in alcun conto quella connessione. L’operosità delle nostre esistenze, e poi spietati interessi, preoccupazioni, speranze, frustrazioni e paure avevano la precedenza e, vivendo alla giornata non ci si accorgeva di essere legati a tutto il resto.

Don Juan aveva esternato la propria convinzione che l’idea cristiana della cacciata dall’Eden pareva un’allegoria della perdita della nostra conoscenza silenziosa, la conoscenza dell’intento. La magia era un ritorno ai primordi, un ritorno al Paradiso. …

L’ Intento è la vivente connessione.

  (autrice Kilian Erthran,  marzo 2013)


Sabato 2 marzo – Tensegrità

La musica dell’infinito – Gruppo di Tensegrità – Bologna – kilyan@live.it 

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Incontro di pratica di Tensegrità

I passi magici di Carlos Castaneda, un metodo di espansione della consapevolezza nella tradizione degli antichi sciamani del Messico

 Sabato 2 marzo 2013

17,00 – 19,00 

via del pallone 8 Bologna

(si accede al centro sociale di via del pallone 8 salendo i gradini esterni, una volta entrati scendere un paio di gradini a sinistra e poi alcuni a destra, abiti comodi, scarpe da ginnastica, costo  € 5  )

 

La Tensegrità è  la versione rielaborata di alcuni movimenti chiamati passi magici che furono sviluppati dagli sciamani messicani fin da epoca precolombiana, un gruppo di uomini e donne veggenti che intraprese un viaggio per accrescere la conoscenza espandendo i limiti della percezione umana. Essi scoprirono tutta una vasta serie di posizioni corporee per ripristinare l’energia all’interno della sfera luminosa del corpo energetico, producendo nuovi e inconcepibili stati di benessere e consapevolezza. Carlos Castaneda, Taisha Abelar,  Florinda Donner-Grau e  Carol Tiggs, insieme al suo gruppo e agli Istruttori Cleargreen, crearono la Tensegrità. Tutti i passi magici descritti da Castaneda o dagli Istruttori sono efficaci,  risvegliano l’energia dei tendini, il tendere e rilasciare, promuovono una relazione bilanciata tra tensione ed integrità, azione e riposo, ed ogni passo ha uno specifico intento. Praticandoli si ridistribuisce l’energia nella sfera luminosa, si muove il punto di assemblaggio e possiamo percepire nuove informazioni e nuovi sogni, migliorando noi stessi, recuperando la nostra integrità energetica.

Introduzione alla Tensegrità